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Sabato 18 Novembre 2017 | 11:04

Allerta ai porti di Bari e Brindisi

G 7, allarme dell'Intelligence
«In arrivo contestatori greci»

Gli investigatori stanno monitorando i social network

G 7, allarme a BrindisiIn arrivo contestatori greci

MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - L’intelligence non ha segnalato rischi specifici. Si tratta, dunque, di generiche segnalazioni che orienteranno tuttavia il dispositivo di sicurezza spiegato a protezione del G7 economico in programma a Bari dall’11 al 13 maggio. L’ipotesi è che nel capoluogo pugliese possa convergere un numero più o meno cospicuo di contestatori provenienti dalla Grecia: gruppi organizzati sempre presenti sui palcoscenici dei grandi appuntamenti internazionali, favoriti stavolta dalla vicinanza.
Ed è per questo che la Polizia postale, insieme agli analisti del Viminale, da settimane sta monitorando quelle che in gergo si chiamano fonti informative aperte. Si tratta dei social network (Facebook e Twitter), ma anche di alcuni siti che fungono - in chiaro - da catalizzatori della protesta, pubblicando volantini, ospitando analisi, proponendo appuntamenti. Ciò che ne emerge, a parte i soliti temi cari alla protesta antagonista contro le elite del mondo, è il fatto che i contestatori si muoveranno in ordine sparso. E tenteranno di entrare in Italia per mare, ma indirettamente. Passando per il porto di Brindisi.

Ecco perché negli ultimi giorni le riunioni di coordinamento svolte a Bari con i vertici delle forze dell’ordine hanno certificato il rafforzamento dei controlli doganali (è stato, come noto, sospeso il trattato di Schengen, dunque anche i cittadini comunitari saranno sottoposti a verifica dei documenti). Controlli che avverranno anche sulla base delle liste Interpol, in cui convergono le segnalazioni specifiche delle polizie di tutto il mondo.

La porta del mare è del resto quella più semplice (e più economica), e lo scalo di Bari è già blindato. Il dispositivo di intelligence non mira alla repressione, quanto al monitoraggio della contestazione. E dunque, ad esempio, a individuare quali saranno i luoghi di ritrovo baresi e quelli in cui i manifestanti provenienti da fuori trascorreranno la notte: in genere non si tratta di persone che prenotano stanze su Airbnb.

Il controllo dell’ordine pubblico, invece, è un altro paio di maniche. Il recente appuntamento del G7 degli Esteri a Lucca ha visto scontri con i manifestanti, tra i quali però non c’erano apprezzabili presenze da fuori Toscana. Tuttavia, per evitare che accada la stessa cosa, ed in pieno accordo con la prefettura, la questura di Bari ha vietato cortei all’interno del centro murattiano. L’unica protesta autorizzata al di qua dei binari ferroviari si terrà in piazza Cesare Battisti e sarà statica, con la promessa degli organizzatori che non ci saranno sorprese. I due cortei previsti, invece, si svolgeranno in quartieri periferici, ben lontani dalla «zona rossa» del Castello Svevo.

È un evidente tentativo di evitare qualunque problema. Lo stesso percorso concordato per le delegazioni (che arriveranno in aeroporto, verranno accolte sottobordo per sbrigare le formalità doganali e poi verranno accompagnate presso i tre alberghi ufficiali) eviterà le zone della città ritenute calde: l’ingresso a Bari avverrà attraverso il ponte Adriatico (quello inaugurato lo scorso anno), individuato come una sorta di «biglietto da visita», quindi le delegazioni attraverseranno il lungomare per dirigersi verso i rispettivi alloggi.

L’organizzazione degli spostamenti non ha creato obiezioni da parte delle delegazioni estere. Negli scorsi giorni sono stati a Bari i rappresentanti di tutti i servizi di sicurezza dei Paesi invitati, che hanno compiuto sopralluoghi sul percorso, nelle strutture di accoglienza, al Petruzzelli e nella sede del G7 e sono state informate dell’organizzazione dei tre giorni predisposta dal ministero dell’Economia (con la supervisione del consigliere diplomatico, ministro plenipotenziario Michele Quaroni) in collaborazione con le autorità locali. Ne sono emersi problemi di poco conto, come ad esempio la necessità di installare un ripetitore per cellulari così da garantire copertura all’interno delle sale del Castello Svevo.

Nei tre giorni del G7 barese ci sarà poi un «ombrello elettronico» di copertura. Nel cielo sopra Bari vigerà una no fly zone. L’Aeronautica Militare (che garantirà il dispositivo di protezione) schiererà a Gioia del Colle i propri droni Predator di stanza nella base di Amendola, che - come avvenuto a Lucca - integreranno la sorveglianza degli elicotteri. Il monitoraggio delle comunicazioni avverrà utilizzando tecnologie che permettono di conoscere la situazione in tempo reale.

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