Cerca

Venerdì 24 Novembre 2017 | 08:05

il caso

Spese pazze al Petruzzelli
«Longo risarcisca il teatro»

Sentenza della Corte dei conti: l'ex direttore pagherà 373mila euro

Spese pazze al Petruzzelli  «Longo risarcisca il teatro»

BARI - Aveva tentato di chiudere la partita offrendo pronta cassa circa 185mila euro. Ma i giudici contabili hanno detto «no» all’ipotesi di patteggiamento, ritenendo che le cene di rappresentanza pagate con i soldi del Petruzzelli e - soprattutto - il carico di prodotti per la casa, fatto tutti i mesi e addebitato al teatro provasse una condotta dolosa. Ed è per questo che la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti pugliese ha condannato Vito Longo, ex direttore amministrativo della Fondazione barese, a risarcire 373.507 euro.

A Bari la giustizia contabile arriva, ancora una volta, prima di quella penale dove Longo, insieme alla moglie Antonella Rinella ed a sei imprenditori, risponderà a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta, peculato e riciclaggio. Ma per il momento l’ex manager (che senz’altro farà appello, ottenendo la sospensione della sentenza) dovrà restituire al Petruzzelli sia i 141.981 di spese di rappresentanza (bar e ristoranti), sia i 231.526,00 di «acqua minerale nell’ordine di circa 10 fardelli a settimana, deodoranti per armadi e cassetti, prodotti per l’igiene personale tra cui deodoranti, detergenti per l’igiene intima, detergenti per la pulizia domestica, lacche per i capelli, prodotti per la cura dei mobili, prodotti per l’argenteria», oltre che vini di marca, acquistati da un negozio di Bari e addebitati al Petruzzelli. Una fascicolo nato proprio a seguito di un esposto presentato dall’ex presidente della Fondazione. «Longo e sua moglie ritiravano merce per un controvalore pari a circa 400 euro la settimana», ha raccontato il titolare del negozio durante le indagini penali coordinate dalla Procura di Bari e condotte dalla Finanza. A fronte di fatture mensili per 4.500-5mila euro, «circa 1500 euro o poco più» coprivano i desideri di Longo e della moglie.

Una «condotta ancor più grave se si tiene conto della gravissima situazione finanziaria in cui si trovava la Fondazione Petruzzelli negli anni in questione», ha scritto il vice procuratore regionale Pierpaolo Grasso, che ha sostenuto l’accusa contabile e che aveva dato parere favorevole al patteggiamento per via dei tempi brevi per recuperare il danno. Ma i giudici (presidente e relatore Mauro Orefice) hanno deciso che la somma offerta non era sufficiente. Le prove raccolte in sede penale, hanno scritto, «comprovano un’attività che, escludendo la commissione degli illeciti da parte di altri soggetti, chiarisce anche come risulti, alla fine, inconferente anche la pretesa assenza di “piena autonomia” invocata dal Longo».

L’ex manager barese si è infatti difeso sostenendo di avere autonomia di spesa solo in assenza del soprintendente, e spiegando che le cene di rappresentanza non erano organizzate da lui. Acqua e detersivi, invece, sarebbero stati acquistati rispettivamente per dissetare artisti e maestranze e per le pulizie del teatro, una tesi che i giudici hanno respinto. «La reiterazione dei comportamenti, pressochè giornaliera - è detto in sentenza -, pone in luce come essi siano stati posti in essere indipendentemente dalla assenza o presenza del Sovrintendente e soprattutto tenendo all’oscuro gli organi della Fondazione circa l’entità e la tipologia degli acquisti».

m.sc.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione