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Venerdì 24 Novembre 2017 | 22:52

serie b

Bari, in quattro giornate
ti giochi anche la faccia

Obiettivo playoff: per centrare il poker servono grinta e coraggio

Bari, in quattro giornate  ti giochi anche la faccia

di Fabrizio Nitti

BARI - Tre punti da recuperare, quattro turni al termine di una stagione tormentata e ancora in divenire. Il Bari è condannato a non fermarsi più, neanche per respirare. Solo un poker di vittorie potrebbe garantirebbe alla formazione biancorossa un posto nei playoff. Condizionale d’obbligo, perché se il distacco fra la terza e la quarta supererà i nove punti, addio spareggi promozione. Come accadde nel 2006-2007, quando Juventus, Genoa e Napoli salutarono la compagnia proprio in coincidenza con l’ultima giornata di quel campionato stellare di serie B.

Una situazione scomoda quella in cui il Bari si è cacciato proprio a cavallo del mese di aprile, quello che invece avrebbe dovuto fungere da trampolino di lancio (quattro punti conquistati sui 24 a disposizione). La conseguenza è che il Bari non è più padrone del proprio destino, dovrà per forza di cose vincere e restare alla finestra, in attesa di notizie confortanti dagli altri campi.

Il punto preso a Salerno ha messo fine alla fastidiosa sequenza negativa in trasferta, ma non ha posto fine a tutti i dubbi che questa squadra si trascina dietro da tempo. Va rimarcata l’umiltà con la quale il Bari ha affrontato la trasferta, la tenacia con la quale ha voluto difendere la propria porta per portare a casa un pareggio. Nessuno si è tirato indietro, il livello di combattività è stato molto più alto rispetto alle ultime partite, lo spirito gettato sul campo è stato quello giusto. E questo va bene.

Il problema è che per vincere non basterà solo l’umiltà messa in mostra a Salerno. Servirà più coraggio: nelle scelte, nelle giocate, nel modo di stare in campo. Il fatto di non aver più nulla da perdere, dovrà trasformarsi in un’arma in più nel tentativo di posizionarsi fra i primi otto. I numeri parlano chiaro: tre reti in dieci partite, poco, troppo poco. Bisognerà, è un obbligo, prendersi qualche responsabilità in più, qualche rischio in più nelle giocate, pensare in maniera più offensiva. Perché è la «produzione offensiva» il buco nero del Bari di questo periodo. Certo, c’è da fare i conti con una serie incredibile di intoppi, proprio poi nello stesso reparto. Gli infortuni di Brienza, Floro Flores e Raicevic hanno oggettivamente ristretto la forza d’urto della squadra biancorossa. E poi ci sono gli ultimi infortuni della lista, rispondono al nome di Tonucci, Fedele e Morleo, tutti e tre usciti malconci dalla trasferta in Campani; oggi se ne saprà di più.

La speranza è che il pareggio di Salerno abbia quanto meno alleggerito le teste dei giocatori. Il rush finale è alle porta e non consente tentennamenti, non lo consente la classifica. Non resta che gettarsi a capofitto nell’ultimo scorcio di campionato e attendere. Sperare in un impeto di rabbia e orgoglio che accompagni il Bari fin dentro ai playoff. Era il traguardo di riserva. Diventa imprescindibile.

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