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Domenica 17 Dicembre 2017 | 14:58

tap

«Salviamo i 12 ulivi espiantati»
Riunione in prefettura a Lecce

lavoro gasdotto tap Melendugno

LECCE - Il salvataggio di 12 alberi di ulivo zollati e tagliati con tutte le radici, che giacciono nell’area del cantiere del gasdotto Tap in località San Basilio, a San Foca sul litorale di Melendugno, è stato l’argomento al centro di una riunione svoltasi stamani in prefettura a Lecce. Alla riunione, oltre al prefetto, Claudio Palomba, hanno partecipato il questore di Lecce, Pierluigi D’Angelo, i sindaci di Melendugno, Marco Potì, e di Martano, Fabio Tarantino, e il country manager di Tap Italia, Michele Mario Elia.
A quanto si è appreso, il prefetto avrebbe manifestato la preoccupazione per la sorte dei 12 ulivi, che rischierebbero di morire se non venissero messi in sicurezza al più presto, ed ha proposto di procedere all’invasamento delle piante invitando i manifestanti a lasciare l’area circostante il cantiere. Da parte loro i sindaci hanno condiviso la preoccupazione di salvare gli ulivi tagliati sottolineando anche che il «buon senso», come ha riferito uno di loro al termine della riunione, dovrebbe indurre la società Tap a sospendere poi le attività preliminari fino ad ottobre, essendo alle porte la stagione balneare. I sindaci hanno anche ricordato che ai rappresentanti istituzionali, a cominciare dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alcune settimane fa è stato fatto recapitare un appello firmato da 94 sindaci della provincia di Lecce nel quale si chiede di trovare una soluzione politica avanzata, rispetto a quella attuale, alla vicenda del gasdotto Tap.

Lunedì prossimo, 24 aprile, su questi temi ci sarà a Lecce una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Probabilmente si esaminerà anche la questione del concerto 'No Tap' previsto per il Primo maggio a Melendugno, che potrebbe essere spostato a Martano, mentre è saltato quello che doveva tenersi il 25 aprile. La notte scorsa, a quanto si apprende, è stata ripristinata la parte di recinzione perimetrale del cantiere che era stata abbattuta da oppositori del gasdotto alcuni giorni fa. Il ripristino avrebbe suscitato malumori tra gli attivisti del movimento 'No Tap'.

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