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Lunedì 20 Novembre 2017 | 03:18

Lavorava a Taranto

Marinaio ucciso dall'amianto
«E' una vittima del dovere»

A familiari sottufficiale Marina 200mila euro e vitalizio

Marina militare Tarantoaltre 7 misure cautelari

A un sottufficiale della Marina Militare, che è stato in servizio a Taranto e morì di mesotelioma, il tumore provocato dall’amianto, è stato riconosciuto lo status di «Vittima del Dovere». Lo rende noto Luciano Carleo, presidente di Contramianto onlus, l’associazione che ha assistito i famigliari del militare.
«Una carriera da marinaio al servizio dello Stato - spiega Carleo - a bordo del naviglio militare per scoprire vent'anni dopo di essere affetto dal tumore della pleura che non lascia scampo e che lo ha portato via in pochi mesi. Abbiamo preteso che fosse riconosciuta per quella morte la correlazione tra lavoro ed amianto un diritto per una vita spezzata nel dolore».
Agli eredi, informa il presidente di Contramianto, «verrà erogato il beneficio previsto per le Vittime del Dovere con un riconoscimento di 200.000 euro per la morte ed un vitalizio mensile di 1500 euro a partire dal decesso». Taranto «con la Marina Militare, le navi e l’Arsenale - conclude il presidente della Onlus - si conferma purtroppo ancora una volta territorio fortemente colpito dalle esposizioni all’amianto che hanno determinato negli anni vittime innocenti per mesotelioma, tumore polmonare, alla laringe, ai reni, oltre a centinaia di casi di asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti, malattie fortemente invalidanti».

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