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Sabato 23 Settembre 2017 | 23:56

Le audizioni degli «esperti»

Puglia, tutte le bufale dei contrari
ai vaccini. Legge per obbligarli?

Intanto il Consiglio di stato ha dato il via libera al comune di trieste che aveva introdotto l'obbligo. E a Treviso radiato il primo medico

Puglia, ecco le bufale dei contrariai vaccini: una legge per obbligarli

MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - «Chi non si vaccina per il meningococco B ha meno probabilità di morte di chi mangia troppe noci». «In Italia ci sono stati 625 casi di danno grave da vaccino». «Di vaccini si muore». «La Puglia non raggiunge il 95% di copertura vaccinale eppure non ci sono epidemie, quindi non serve alcun obbligo vaccinale». In Consiglio regionale è il giorno delle bufale: arriva la carica degli antivaccinisti con le loro strampalate tesi. Sono sbarcati in commissione Sanità, dove è in discussione la proposta di legge Amati-Zinni che mira a introdurre l’obbligo vaccinale per l’iscrizione ad asili e scuole dell’obbligo, e si portano anche la clacque: tutti esponenti grillini. Il centrodestra non si presenta. Il centrosinistra li lascia parlare, poi abbandona l’audizione al momento delle domande lasciando soli gli esponenti Cinque Stelle che avevano indicato i nomi dei sedicenti esperti: ne viene fuori un triste campionato di sciocchezze (la verità scientifica è nell’intervista accanto).

Uno degli auditi è un medico pensionato milanese, Alberto Donzelli, secondo cui la mortalità da meningococco B è irrisoria e la corsa al vaccino serve solo ad arricchire le case farmaceutiche: «Se avete paura delle infezioni, mangiate una porzione di noci». Ancora, per mettere in dubbio il concetto di immunità di gregge (la copertura del 95% garantisce anche il 5% che non può essere vaccinato): «A San Marino la copertura vaccinale è al 76%, un pericoloso focolaio infettivo nel cuore della Romagna che va eradicato». Poi la parola a un avvocato dell’associazione Condav, Francesco Aiello, che si è definito «vittima dei vaccini», secondo cui «la mortalità dovuta ai vaccini esiste (non è vero, ndr) ed è certificata (non è vero, ndr)».
Tutto questo per dare forza alla tesi dei grillini, contrari all’introduzione dell’obbligo vaccinale. «Il Movimento 5 Stelle - è detto in una nota - non è contro i vaccini e chi lo sostiene banalizza, per propaganda politica, una questione estremamente delicata. Le audizioni hanno evidenziato che un approccio informato alla vaccinazione è sempre da preferirsi all’obbligatorietà e ad una vaccinazione di massa “alla cieca” che, se non preceduta da una adeguata informazione, rischia di creare più danni di quanti non prometta di risolverne». Il capogruppo, Gianluca Bozzetti, tira però in ballo il professor Nicola Laforgia (Università di Bari), che nella scorsa audizione aveva spiegato che non esiste mortalità da vaccini: «Chieda scusa - dice il grillino - alle famiglie delle persone che hanno avuto questi casi documentati». La «Gazzetta» ieri non è riuscita a ottenere una risposta da parte di Laforgia.

La politica pugliese dimostra però di avere gli anticorpi giusti. E così il gruppo di Forza Italia fa sapere di sottoscrivere la proposta Amati-Zinni parlando di «una misura di civiltà». «L’obbligo di vaccinazione per l’accesso a scuola - è detto in una nota - tutela non solo chi si vaccina, ma garantisce anche a chi non può vaccinarsi il diritto di essere protetto dall’immunità di chi lo circonda». Anche il capogruppo del Pd, Michele Mazzarano, sottoscrive la legge e va oltre: «Dobbiamo tutelare - dice - tutti i bambini, anche i figli di chi si fa condizionare dalla disinformazione. I responsabili delle scuole che ammetteranno in classe bambini che non dimostrino di essere stati vaccinati verranno multati anche fino a 2.500 euro per ogni violazione accertata». Enzo Colonna (Noi a Sinistra), ribadisce invece che «condivide i motivi ispiratori della proposta», ma ritiene «che vada limitata alla fascia di età 0-6 anni, dunque ad asili nido e scuole dell’infanzia: un approccio confermato proprio oggi dal Consiglio di Stato (si veda il box a sinistra, ndr)».

Contro la proposta di legge si schiera invece Ignazio Zullo, capogruppo Dit, medico, che sui vaccini negli anni ha avuto sempre un approccio più che serio, e dunque non strumentalizza la scienza per fare politica. «Sulle vaccinazioni obbligatorie - dice Zullo - bisogna essere intransigenti, applicando le norme che già ci sono. Ma qui si rischia di passare da un eccesso all’altro, colpendo i bambini e dirigenti scolastici per le colpe dei genitori. Lavoriamo invece sull’informazione: i genitori vanno convinti che in una comunità le scelte di carattere sanitario devono essere compiute tenendo conto del bene di tutti». Proprio ieri, però, il responsabile nazionale salute del Pd, Federico Gelli, ha confermato che presto verrà presentata in Parlamento «una proposta di legge che punta ad estendere a livello nazionale l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione all’asilo».

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