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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 13:20

Dopo 14 anni in diocesi

Melfi, lascia e va in Honduras
il vescovo che «sfidò» Marchionne

Il presule ha compiuto 71 anni e ha rinunciato alla proroga fino a 75

Il vescovo di Melfi lasciaPapa Francesco accetta

MELFI (POTENZA) - Il vescovo che negli anni scorsi si era schierato contro «la domenica in fabbrica», quella dell’Fca di Melfi, e contro «i padrini e le madrine di battesimo e cresima inconsapevoli» lascia per «tornare in missione, anche da semplice presbitero», quasi sicuramente in Honduras, e per "annunciare il Vangelo a tutti, specialmente ai più lontani». Papa Francesco ha accettato la rinuncia alla Diocesi di Melfi di monsignor Gianfranco Todisco, 71 anni, quindi ancora lontano dai 75 stabiliti dal diritto canonico.

Lascia, monsignor Todisco, non «per difficoltà, insoddisfazioni o desiderio di cambiare aria». Nulla «di tutto ciò», ha scritto in una lunga lettera inviata al clero e ai fedeli della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa. Lascia perché, dopo i 21 anni trascorsi, dal 1978 al 1999, tra il Canada e la Colombia, «il desiderio di tornare in missione» era diventato «ogni giorno sempre più impellente». Lo scorso 7 novembre, monsignor Todisco ha scritto al Papa: «Non ho mai sognato né desiderato questo incarico. L’ho accettato, perché ho sempre visto nelle decisioni dei superiori la volontà di Dio». Ha scritto di «essere disposto ad andare ovunque» il Papa «riterrà opportuno inviarmi, anche nelle sedi più lontane e disagiate, nelle 'periferie' della Chiesa che continuamente» Francesco «ci ricorda di non trascurare».

Un paio di settimane dopo, il Papa - secondo quanto reso noto da Todisco - ha risposto con un biglietto: «Caro fratello, oggi ho letto la tua lettera dello scorso 7 (novembre). Grazie tante. Mi ha fatto bene. Ci penserò, pregherò e cercherò una risposta 'concretà». Il 13 dicembre, esattamente 14 anni dopo la nomina a vescovo, è arrivata la risposta. O meglio, è arrivata una domanda: «Sei ancora disposto a partire?». «Sì», ha risposto monsignor Todisco che rimarrà fino all’ultima settimana di giugno amministratore apostolico della Diocesi.

Lascia, monsignor Todisco, il vescovo che nell’agosto del 2015, quando a Melfi la Fiat (diventata Fca), grazie alla produzione della Jeep Renegade e della 500 X stava «rinascendo», scrisse all’amministratore delegato Sergio Marchionne, chiedendogli di bloccare la produzione di domenica. «Non per avere gli operai a messa», ci tenne a precisare, ma perché era «necessario rimettere al primo posto la dignità dei lavoratori e il valore della famiglia». La proposta rimase lettera morta e da allora nulla è cambiato. Una «consuetudine», invece, l’ha voluta cambiare, monsignor Todisco, poco prima di essere certo di tornare in missione: con un «decreto ad experimentum» che entrerà in vigore il primo settembre, ha deciso di abolire in via sperimentale le figure dei padrini e delle madrine di battesimo e di cresima «inconsapevoli», sostituendoli con i catechisti. Si vedrà. Di certo tra pochi mesi, monsignor Todisco, tornerà a essere un missionario. E oggi ribadisce: «Il vero ed unico motivo della mia richiesta a Papa Francesco è stato sempre lo stesso: dedicare alla missione tutte le mie energie che, nonostante l’età, sono ancora buone e possono ancora fare tanto bene». (di Francesco Loscalzo, ANSA)

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