Cerca

Sanità in Puglia

Riabilitazione, 800 posti in più
saranno gestiti con i voucher

I posti esistenti saranno gestiti con il vecchio sistema, quelli nuovi con i voucher Il paziente potrà scegliere dove farsi curare. Ma il Ministero boccia la nuova legge

Riabilitazione, 800 posti in piùsaranno gestiti con i voucher

MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - La Regione si prepara a creare 800 nuovi posti letto per l’assistenza socio-sanitaria che verranno gestiti con il meccanismo dei voucher: i malati (o le loro famiglie) potranno scegliere la struttura più comoda (o ritenuta migliore) dove ricevere il ciclo di cure. È la novità principale che arriva in Puglia per effetto della nuova legge sugli accreditamenti, approvata ieri all’unanimità dal Consiglio regionale dopo una lunga partita di mediazione che ha sventato un paio di blitz delle lobby della sanità privata.

Il voucher socio-sanitario immaginato dall’assessore Salvatore Negro (Welfare) ha ottenuto l’ok del presidente Michele Emiliano. Verrà introdotto, su base sperimentale (2017-2018) con uno dei regolamenti attuativi della legge, che la giunta dovrebbe varare entro l’estate. È un’operazione non troppo costosa (4 milioni di euro l’anno) che, oltre a un immediato impatto sociale, mira anche a ottenere un sostanziale effetto sanante: in Puglia, per effetto delle scelte della giunta Vendola, sono state finanziate un certo numero di Rssa private che però non sono state contrattualizzate in regime di accreditamento. I pazienti trattati si rivolgono alle Asl per il rimborso, e di fronte al diniego fanno causa: spesso i giudici (è il caso di Brindisi) accolgono e condannano la Regione a pagare.

Il voucher coprirà le prestazioni di assistenza socio-sanitaria, infermieristica e riabilitativa e potrà essere speso in tutte le strutture che possiedono i requisiti di accreditamento (massimo due letti per stanza e rapporto tra medici e pazienti): trattandosi di trattamenti lunghi, gli 800 posti equivalgono grossomodo a 800 pazienti. Dovranno essere le singole Asl a contrattualizzare le strutture sulla base dei requisiti, così da soddisfare il nuovo fabbisogno che emergerà dal regolamento. Il voucher non avrà valore fisso (si determina per ciascun paziente, tenendo conto dell’intensità assistenziale e della quota sanitaria del trattamento, detratta la sua capacità di reddito) ma, grossomodo, si parla di circa 5mila euro l’anno per posto letto.

L’introduzione del voucher creerà il «doppio binario», nel senso che i posti letto già esistenti continueranno a essere regolati con il vecchio regime. Ma si tratta di una sperimentazione, perché in alcune Regioni (Lombardia) il sistema dei voucher è stato sospeso per l’elevato numero di frodi, mentre in altre (Emilia e Veneto) funziona bene. Sarà determinante, però, che gli 800 nuovi posti non siano tutti assegnati allo stesso operatore, perché diversamente (è il caso lombardo) si perderebbe quell’effetto-concorrenza che poi porta il paziente a scegliere.

La legge, approvata all’unanimità, arriva però con il «no» del ministero dell’Economia, che nel verbale del tavolo tecnico del 21 marzo aveva espresso pesanti critiche al testo emerso dalla commissione. In sostanza, l’Economia ha bocciato il lungo stop all’accesso di nuovi erogatori (bloccato ormai dal 2008) e il troppo tempo dato agli attuali per mettersi in regola. Il presidente Emiliano, però, ha deciso di ignorare i rilievi ministeriali, che avrebbero stravolto la legge, anche a costo di rischiare l’impugnativa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione