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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 18:15

processo il 1° giugno

«Il racket delle cozze»
Taranto, 28 rinviati a giudizio

cozze

TARANTO - Il gup del tribunale di Taranto Paola Incalza ha rinviato a giudizio 28 persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione in danno di titolari di impianti di mitilicoltura ubicati nel Mar Piccolo di Taranto e di pescherie del capoluogo e della provincia ionica, singoli episodi di estorsione ai danni di mitilicoltori, ricettazione di prodotti ittici non controllati che venivano messi in commercio e furto aggravato di prodotti ittici. Altri sette imputati hanno chiesto il rito abbreviato e un ottavo imputato ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione.

Il processo, che inizierà il 1° giugno prossimo, scaturisce da due blitz denominati 'Piovra' e 'Respect' del 27 aprile 2016 e del 21 febbraio 2017. Tra i rinviati a giudizio ci sono i fratelli Damiano, Giovanni e Massimo Ranieri. Poi la moglie di quest’ultimo, Elisa Scrima, i figli gemelli 19enni Cosimo e Simone, il nipote 28enne Cosimo Ranieri e il collaboratore Rodolfo Fiorino, 31enne, unico componente esterno del sodalizio. Gli investigatori hanno scoperto che anche dopo la prima operazione le estorsioni erano proseguite.

L’inchiesta ha permesso di delineare un collaudato meccanismo di imposizione di guardiania fittizia sulle coltivazioni di mitili, i cui operatori che non soggiacevano al gruppo criminale subivano danneggiamenti e furti. 

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