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Comune proroga l'avvi

Bari, flop bando ecofacilitatori
rispondono pochi studenti

Il sistema (retribuito) di raccolta rifiuti a domicilio

Bari, flop bando ecofacilitatoririspondono pochi studenti

ANTONELLA FANIZZI

La corsa a presentare la candidatura per ricoprire il ruolo di «ecofacilitatore» non c’è stata. Il Comune ha deciso comunque di chiudere oggi, come previsto, l’avviso pubblico rivolto agli universitari che hanno accettato di bussare alle porte degli abitanti dei quartieri a nord della città, dove sarà testato il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti a domicilio. In base ad un accordo sottoscritto fra il Comune e l’Ateneo, gli studenti per tre mesi avranno un compito importante: spiegare perché i cassonetti saranno tolti dalle strade e dare informazioni su come funziona il porta a porta. Ma fino a ieri le domande pervenute, su 65 posti disponibili, sono state 35.

È comunque soddisfatto l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli: «Abbiamo deciso di dividere la zona start up in quattro aree. Partiremo con Santo Spirito, nelle strade comprese fra la ferrovia e il mare. Poi toccherà a Palese, Catino e Enziteto e infine a Fesca, San Girolamo e San Cataldo. Non avremmo potuto curare la formazione di tutti gli studenti insieme. L’aula sarà composta al massimo da 30 ragazzi, quindi la selezione sarà fatta. Da domani abbiamo intenzione di far partire un nuovo bando per coprire le restanti aree. Sono ottimista perché abbiamo registrato una progressione di candidature soltanto nelle ultime ore». Probabilmente la comunicazione non ha funzionato appieno, anche perché nei quindici giorni concessi per diffondere l’avviso ci sono state le vacanze di Pasqua. In ogni caso il primo gruppo di ragazzi sarà selezionato in base ai titoli e alla regolarità del percorso di studi, alla votazione media e alle eventuali esperienze lavorative o formative sul tema dell’ambiente e della comunicazione. Sono previste una prima fase di formazione di una settimana durante la quale gli studenti, sotto la guida del Conai, dovranno acquisire un’adeguata preparazione, e una seconda fase operativa, in cui insieme agli operatori dell’Amiu andranno nelle abitazioni dei cittadini dei quartieri dove sarà sperimentata la rivoluzione dei rifiuti per distribuire il materiale informativo e illustrare le modalità per separare in maniera corretta gli scarti in base alla tipologia, oltre che come utilizzare le pattumelle. In cambio dell’impegno gli studenti riceveranno una borsa di studio di 200 euro offerta dall’Amiu, a cui si andrà ad aggiungere un contributo a carico dell’università che oscilla in base al reddito. La cifra non potrà superare i 400 euro.

«Chi ti ama fa la differenza» è lo slogan scelto per la campagna di informazione, stampato sulle pattumelle che saranno distribuite ai baresi. La prima iniziativa di quartiere si è tenuta nella scuola Bonghi di Santo Spirito. Un incontro che Petruzzelli valuta in maniera positiva: «Il clima è di collaborazione. I residenti hanno manifestato la volontà di passare alla raccolta dei rifiuti a domicilio. Le perplessità non sono mancate, soprattutto da parte degli anziani. Ciò che spaventa è il calendario di ritiro della spazzatura differenziata, ma ci sarà tutto il tempo per fare chiarezza sulle modalità del servizio».

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