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Giovedì 23 Novembre 2017 | 23:24

I GIORNI DELLA FESTA

Molfetta chiude i battenti
anche i musei «in ferie»

IL LUNEDì DELL'ANGELO Ai residenti non resta che la scampagnata con grigliata all'aperto

Molfetta chiude i battenti anche i musei «in ferie»

Lucrezia D’Ambrosio

MOLFETTA - A Pasquetta sfiorisce la cultura. E chi resta in città riscopre il piacere di stare insieme. Anche perchè non ci sono alternative. Chiusi, tutti chiusi, i musei del territorio. Il Comune non ha disposto aperture straordinarie, come invece è accaduto negli ultimi anni. Rimane aperto, eccezionalmente oggi, giorno di Pasqua, il Museo Diocesano, dalle 10 alle 13.

Chiuso il parco divertimenti Miragica che negli anni passati riapriva proprio a Pasqua dopo la pausa invernale e attirava molti giovani e le famiglie con bambini al seguito. Riaprirà a inizio giugno.

E rimarrà chiuso, ma ormai alla cosa ci si è abituati, il Pulo, completamente vandalizzato che, negli anni di apertura, ha sempre fatto registrare decine di migliaia di visitatori, richiamati dal fascino preistorico della dolina carsica.

Restano, per chi non dispone di grossissime risorse economiche, le gite fuori porta con grigliate e menù più o meno tradizionali. Anche perchè alla «tiella» di pasta al forno, con le melanzane fritte a fare da capolino, si aggiungeranno degustazioni di piatti meno tradizionali che affiancheranno le pizze salate con ripieni di ricotta, e, per chi proprio non riesce a rinunciare alle pietanze poco light, il calzone ripieno di sponsali, olive, ricotta forte, melù (una sorta di merluzzo di grosse dimensioni) e cime di rapa.

Sulla «tavola» ci saranno anche le scarcelle ripiene che, in origine, a Molfetta, si mangiavano la domenica successiva a Pasqua, ora si consumano proprio tra Pasqua e Pasquetta.

L’anno scorso le cose sono andate diversamente.

Il Lunedì dell’Angelo è stato possibile visitare, nelle ore della mattina: Torrione Passari, nella città vecchia, destinato inizialmente alla difesa militare, oggi luogo di promozione culturale che ospita mostre di altissimo valore; la sala dei Templari, che prende il nome dalla presenza in città dell’ordine cavalleresco medievale dei Templari (all’interno della sala è evidente il palinsesto delle strutture precedenti che sono state lasciate a vista); la chiesa della Morte, al cui interno non si celebrano più funzioni religiose e che funge, per lo più, da contenitore culturale per rassegne; il Museo archeologico del Pulo che, ospitato nella Casina Cappelluti, prevede una sezione introduttiva che illustra le caratteristiche geo-morfologiche della dolina carsica con reperti in ceramica e pietra lavorata, risalenti al Neolitico e all’Età del Bronzo, e poi raccoglie anche contenitori in ceramica, lavorati dalle fabbriche durante il Settecento, che servirono alla raccolta del salnitro dopo che all’interno del sito naturale venne scoperta la nitriera.

L’iniziativa di Pasqua 2016, a totale appannaggio del Comune, puntava a mantenere aperti i principali contenitori culturali di Molfetta anche in favore dei turisti avevano scelto di passare la Settimana Santa in città.

Turisti ce ne sono anche quest’anno ma rimarranno a bocca asciutta.

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