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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 18:10

Brutta sorpresa a Pasqua

Canosa, per un errore del Caf
trenta famiglie senza assegno

Il Comune ha negato il contributo perchè ha ricevuto la pratica dal Caf Unsic oltre il termine previsto dalla legge

Canosa, per un errore del Caftrenta famiglie senza assegno

GIANPAOLO BALSAMO

CANOSA - Uovo di Pasqua indigesto. Per trenta famiglie canosine, infatti, il Comune ha riservato una regalo di Pasqua tutt’altro che piacevole.
Trenta nuclei familiari che erano in attesa dell’assegno previsto dalla Legge n.448/1988 («Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo»), dovranno infatti rinunciare al beneficio economico per una negligenza in realtà non imputabile a loro.
La denuncia arriva dall’avv. Vincenzo Princigalli che, rappresentando proprio alcune di queste famiglie (con tre o più figli minori), fa notare come la responsabilità della mancata erogazione dell’assegno non può essere attribuita ai soggetti che non hanno potuto beneficiare del contributo.
«Trenta famiglie - spiega meglio il legale - si sono viste recapitare dal Comune di Canosa una lettera con la quale è stata loro comunicata l‘impossibilità di corrispondere il contributo perché la relativa domanda avanzata ai sensi dell’art. 16 del Decreto 452/00 per il tramite del Caf Unsic BT 05-BA 12 con sede a Canosa in via Ammiraglio Caracciolo, sarebbe stata da quest’ultimo ufficio inoltrata oltre il termine stabilito dello scorso 31 gennaio previsto per legge».
​​​​​I Caf (Centri di assistenza fiscale), ricordiamo, sono organizzazioni che supportano i lavoratori dipendenti, i pensionati e i datori di lavoro in vari adempimenti, come ad esempio la compilazione dei modelli 730, delle dichiarazioni fiscali di ogni genere, dei modelli Red, dei modelli Isee, fino alla trasmissione telematica delle stesse pratiche.
«Il paradosso - aggiunge l’avv. Enzo Princigalli - sta nell'atteggiamento assunto del Comune di Canosa che, pur riconoscendo candidamente la negligenza imputabile al Caf ed ammettendo di avere deciso, con apposita delibera di giunta, di avvalersi dello stesso Centro di assistenza fiscale per il “disbrigo” delle pratiche, sembra ora voler risolvere il problema con un pilatesco invito alle famiglie a rivolgere le pretese risarcitorie nei confronti del suddetto Caf».
Oltre al danno, insomma, anche la beffa. Le famiglie «beffate», infatti, oltre che rinunciare all’assegno dovrebbero anche anticipare il denaro necessario per avviare le azioni risarcitorie.
L’avv. Princigalli, pertanto, ha invitato il Comune, responsabile in solido con il Caf, a provvedere tempestivamente al versamento, in favore delle famiglie aventi diritto, dell’importo corrispondente all’assegno dovuto.
«L’auspicio è che il Comune si attivi con la necessaria solerzia».

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