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Giovedì 17 Agosto 2017 | 17:24

rodi garganico

Bomba carta nella notte
davanti casa del sindaco

Il sindaco non si ricandiderà, consiglieri impauriti scrivono al prefetto

Bomba carta esplode nella notte davanti alla casa di Nicola Pinto

RODI GARGANICO - Pasqua ….. con “il botto”. Tornano gli atti intimidatori all’indirizzo dei primi cittadini dei Comuni del Gargano: a distanza di poco più di un mese (era la sera del 7 marzo scorso, vigilia della festa della donna) dai tre candelotti fatti brillare (rinvenuta sul pavimento anche una cartuccia calibro 12) davanti al portone d’ingresso dell’abitazione di Vico di Franco Tavaglione sindaco di Peschici, stavolta è toccato al sindaco Nicola Pinto, in scadenza di mandato (tra poco più di due mesi) del Comune di Rodi, finire nel mirino di ignoti attentatori. Una bomba carta è esplosa l’altra sera nel cortile della sua abitazione.

Divise “solo” da 11 chilometri di asfalto, le due note cittadine turistiche garganiche si sono ritrovate – a quanto pare – accomunate da un identico destino: con entrambi i sindaci bersagli di atti intimidatori. Nessuno dubbio sulla matrice dell’esplosione. Secondo una prima sommaria ricostruzione, la sera di mercoledì 12 aprile intorno alle undici e un quarto di sera, un boato ha squarciato il silenzio del quartiere e la tranquillità domestica del sindaco Pinto e della moglie. “Un boato spaventoso” ha ricostruito il primo cittadino rodiano “che ha svegliato tutto il quartiere. Per fortuna nessun danno a cose o a persone, ma solo tanta paura, tanto spavento”.

“Io sono tranquillo” ha aggiunto “non ho mai fatto del male a nessuno, né dato fastidio a qualcuno. Francamente non capisco proprio chi possa avercela con me. Non mi sono nemmeno ricandidato…”. A Rodi Garganico si vota il prossimo 11 giugno per il rinnovo del consiglio comunale e Pinto, sindaco uscente, pur avendo la possibilità di concorrere ancora per un secondo mandato, ha preferito fare un passo indietro. “Sì, non mi ricandido” ha ribadito. Ed allora, perché questa bomba carta, che ha il forte sapore di un avvertimento e che fortunatamente non ha provocato nessun danno materiale, ma solo tanto spavento?

“Non lo so, non so che dire” è la sua risposta. “Spero solo” aggiunge “che i carabinieri diano un volto a questi vigliacchi”. “Ringrazio chi mi ha mostrato solidarietà” ha detto ancora Pinto. Da poco si sono spenti gli echi dell’attentato di un mese e mezzo fa a Franco Tavaglione sindaco di Peschici che la cronaca torna a registrare sul promontorio del Gargano nuovi inquietanti episodi di intimidazione ai danni dei sindaci. A Rodi i consiglieri di maggioranza che supportano il sindaco Pinto hanno spedito una nota al prefetto di Foggia per segnalare l’increscioso episodio. In più hanno tappezzato i muri della città per denunciare l’accaduto: “Un nuovo atto vigliacco è avvenuto ieri sera nei pressi dell’abitazione del sindaco Nicola Pinto. Da 5 anni si stanno verificando gesti ignobili; non bastava bruciare o tagliare le ruote delle macchine, profanare tombe di famiglia. Ora un nuovo gesto ignobile.

E ci auguriamo che ci sia qualche colpevole, che chi ha visto parli in modo da consegnare i responsabili alla giustizia”. Carabinieri a lavoro in paese per risalire al movente e agli autori della bomba carta: al setaccio gli atti della giunta.

Francesco Trotta

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