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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 11:54

tap

Reimpiantati 31 ulivi
nel cantiere del gasdotto

l'infrastruttura a melendugno Dopo lo stop ai lavori di Tap si attende la sentenza definitiva

Tap, sospesi fino a lunedì i lavori di espianto degli ulivi

di ELENA ARMENISE

MELENDUGNO (LECCE) Tap, messi in sicurezza gli ulivi eradicati nel cantiere in Salento. Oggi, gli ultimi interventi. Sono partite ieri, di prima mattina, le operazioni di invaso dei 31 ulivi che giacevano con le radici fuori terra all’interno dell’area dove la Trans Adriatic Pipeline (Tap) ha effettuato i lavori preparatori per la sistemazione del cantiere dove sarà realizzato il pozzo di spinta del microtunnel, progettato per far arrivare fino alla costa di San Foca (Melendugno, provincia di Lecce) il gas dell’Azerbaijan.

Dopo dieci giorni, gli operai sono tornati al lavoro, questa volta per sistemare in appositi grandi vasi i 31 ulivi eradicati che, a seguito delle proteste, non avevano raggiunto il sito di stoccaggio temporaneo, allestito in località Masseria Capitano, sempre a Melendugno. Oggi saranno invece sistemate le reti sulle chiome degli alberi per proteggerli dalla Xylella. Si torna dunque alla normalità dopo i disordini registrati a fine marzo e inizio aprile, durante le attività di espianto dei 211 ulivi. Gli attivisti NoTap, nei giorni scorsi, hanno liberato gli accessi delle vie interpoderali che conducono al cantiere, dove alcuni facinorosi, avevano eretto barricate improvvisate.

I manifestanti hanno ricostruito anche, con il supporto di maestranze locali, il muretto a secco della cinquecentesca masseria San Basilio, oggetto di atti vandalici. Le operazioni di messa in sicurezza degli alberi eradicati sono state concordate grazie alla mediazione della Prefettura di Lecce, nel corso di un incontro che ha visto la partecipazione dei responsabili delle forze dell’ordine, del sindaco di Melendugno, Marco Potì, del comandante del locale comando di Polizia municipale, Antonio Nahi e del country manager per l’Italia di Tap, Michele Elia. Da tutte le parti è emersa la volontà di collaborare per salvare gli alberi che rischiavano di seccare. A vigilare, ieri, sulle attività non le forze dell’ordine, ma gli agenti di Polizia municipale, diretti dal capitano Nahi. Presenti anche alcuni gruppi di manifestanti. Le operazioni sono state condotte in un clima di assoluta serenità.

Intanto si attende, per il prossimo 19 aprile, la conferma o meno della sospensione delle attività di espianto degli ultimi 18 ulivi. Le operazioni sono state interrotte dal Tar Lazio che ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla Regione Puglia, nell’ambito del ricorso contro l’atto del ministero dell’Ambiente che riteneva ottemperata la prescrizione A44 del decreto di Valutazione di impatto ambientale (necessaria appunto per procedere agli espianti degli ulivi).

Sulla vicenda interviene Tiziana Montinari, dirigente nazionale Fratelli d’Italia-An, che replica alla nota del partito socialista italiano che aveva parlato di «irrazionale opposizione» al progetto da parte di una minoranza di popolazione salentina. «Un esempio di politica autoreferenziale che non dialoga con il territorio - dice Montinari - un’opera con enormi ripercussioni sul nostro ambiente, la nostra salute, la nostra economia a vocazione turistica deve essere al centro del dibattito politico cittadino leccese. Il Psi nazionale e regionale si dichiara favorevole al Tap a San Foca - aggiunge - In barba ai documenti sottoscritti nel 2014 dall’allora classe dirigente del partito leccese. È l’esempio di politica nazionale che non dialoga con i territori e, addirittura, dice l’esatto contrario dei suoi referenti. Il Psi, pochi giorni fa, si era apertamente schierato con il candidato sindaco di Lecce Delli Noci - conclude - ci chiediamo come Delli Noci possa tollerare nella sua compagine un partito che si fa beffa dei suoi dirigenti provinciali e dell’intero territorio. Sulla questione Tap non sarebbe ora di prendere posizione?».

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