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Venerdì 24 Novembre 2017 | 12:02

Mancano 7 turni

Bari, le quattro variabili
nella corsa ai playoff

Bari, le quattro variabilinella corsa ai playoff

DAVIDE LATTANZI
BARI - Sette turni al termine della stagione ed un margine di errore ridotto a zero. Il Bari sta cercando la forza di rialzarsi per inseguire l’obiettivo play off: un traguardo divenuto complicato a causa della profonda crisi che ha colpito i biancorossi sulle gare esterne. Eppure, le distanze sono ridotte: malgrado i quattro stop di fila in trasferta, persino un nobile piazzamento come il quarto posto (occupato da Benevento e Cittadella) resta distante appena quattro lunghezze. A due gradini c’è il Perugia (sesto), ad uno lo Spezia, a braccetto con i galletti l’Entella che, però, è in vantaggio sugli scontri diretti (1-1 al San Nicola, 2-0 a Chiavari). Lecito pensare che per entrare tra le prime otto che disputeranno gli spareggi promozione sia più che sufficiente quota 62. Il Bari attuale, tuttavia, sarà in grado di raccogliere 12 punti nelle prossime sette giornate? Ecco, voce per voce, il borsino dei biancorossi nel rush finale della cadetteria.

LA CONDIZIONE FISICA - Stefano Colantuono avrebbe voluto raggiungere il top atletico proprio per aprile, contrassegnato da ben sette match. I pugliesi, però, non sono brillanti: l’intensità non è costante, il ritmo resta piuttosto compassato. Spesso capita di vedere avversari più in palla rispetto a Micai e compagni che soffrono quando vengono aggrediti: i match con Entella e Trapani sono emblematici, al pari del primo tempo di La Spezia. La tendenza cambiava in casa, ma la gara con il Latina ha segnato un’involuzione anche tra le mura amiche. La serie positiva inanellata dal secondo al settimo turno del girone di ritorno aveva illuso: a Cesena e a Benevento in particolare, si era ammirato un complesso aggressivo, in grado di rimanere «corto» e di pressare alto. Ma sono stati bagliori isolati.

IL MORALE Gli umori del gruppo resteranno pure all’interno dello spogliatoio, così come non si può credere (senza le opportune prove) alle mille leggende (litigi tra i calciatori o vecchi fantasmi legati al calcioscommesse) che circolano in una città ferita dai troppi avvenimenti negativi accaduti negli ultimi anni. Sul campo, però, si vede una formazione sovente intimorita, quasi travolta dall’ansia da risultato. Ogni sconfitta viene assorbita con mortificazione. Manca una reazione rabbiosa: nel clima da battaglia, il Bari tende a sciogliersi. Ma così non si va avanti in un torneo in cui il furore agonistico prevale a volte persino sui valori tecnici.

L'INFERMERIA - Tasto è davvero dolente. In particolare nella gestione Colantuono, il Bari ha dovuto troppe volte fronteggiare l’emergenza. L’abbondante mercato di gennaio ha in parte ridimensionato il problema. Ma se la ricchezza dell’organico doveva rappresentare un valore aggiunto, allora l’obiettivo non è stato centrato. Il Bari non ha potuto mai godere della qualità di Greco, alle prese con un problema muscolare e con tempi di recupero incerti. Morleo si è fermato proprio quando stava raggiungendo una buona condizione. Grave la mancanza del «top player» Brienza, mentre Floro Flores dovrebbe rivedersi a Carpi dopo lo stop di La Spezia. Cassani, Moras e Suagher sono condizionati da vecchi acciacchi, ora da valutare c’è anche Romizi che sabato scorso al «Picco» si è arreso ad un problema muscolare. Ivan e Martinho non giocano da sei mesi. L’auspicio è che i problemi fisici si arrestino almeno in quest’ultimo scorcio di torneo.

IL CALENDARIO - Non semplice. Le maggiori difficoltà si concentrano nei prossimi 180’: trasferta a Carpi e scontro in casa con il Verona. Il viaggio a Salerno dipenderà da quanto i campani saranno ancora in corsa per i play off, non impossibili i match con Pisa (con un piede in Lega Pro), Avellino (a meno che gli irpini non incassino la penalità di sette punti richiesta dalla Procura Federale per il filone campano del calcioscommesse) ed Ascoli che potrebbero essere relativamente tranquille e chissà che la Spal all’ultimo turno non sia già in serie A. I ragionamenti, però, restano sulla carta. La realtà è che bisogna vincere il più possibile.

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