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Venerdì 24 Novembre 2017 | 19:46

Dopo minacce al sindaco

Manduria, guerra del depuratore
I cittadini: fermate quello scempio

Manduria, guerra del depuratoreI cittadini: fermate quell scempio

«Vi preghiamo di aiutarci a fermare questo scempio atroce». E’ l’appello rivolto da centinaia di cittadini del versante orientale della provincia di Taranto e del Brindisino che contestano il progetto di realizzazione del nuovo depuratore fognario, a «ridosso - scrivono - della meravigliosa riserva naturale Salina Monaci, in prossimità di un centro residenziale denominato Urmo Belsito, a meno di un chilometro dal mare e precisamente nella zona Chidro-Specchiarica, marina di Manduria, in provincia di Taranto».
Nonostante «verbali rassicurazioni - osservano i cittadini - circa la mancanza dello scarico a mare dei liquami dei Comuni di Sava e Manduria, resta il fatto che il cartello di avvio dei lavori del depuratore, affisso sul cantiere e poi subito rimosso, riporta la seguente indicazione: 'Lavori di realizzazione impianto di depurazione e collettori di adduzione e scarico al servizio degli abitanti di Sava, Manduria e delle marine di Manduria e realizzazione della relativa condotta sottomarinà. E’ la conferma - aggiungono gli autori dell’appello - che il depuratore avrà lo scarico a mare in una delle poche zone ancora incontaminate della nostra costa, sede, come detto, di una meravigliosa riserva naturale che ospita annualmente fenicotteri rosa e altre specie protette».
La vicenda ha assunto contorni inquietanti dopo che ieri mattina è stata recapitata al sindaco di Manduria, Roberto Massafra, una busta contenente frasi minacciose e due petardi. Episodio che in molti mettono in relazione al caso politico legato alla realizzazione del depuratore. «La costruzione - precisano i cittadini - è prevista accanto ad una strada, in una zona ad interesse turistico paesaggistico, con vincolo idrogeologico. Saranno tra l’altro spiantati alberi di ulivo secolari. La presente segnalazione - concludono - è inoltrata nella speranza che possiate dar voce ad una comunità molto preoccupata perché ciò che sta per accadere in provincia di Taranto è talmente assurdo che è difficile credere che non ci sia più nulla da fare»

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