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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 06:21

a barletta

Doppio intervento
al fegato e al colon

ospedale Dimiccoli

L'ospedale Dimiccoli

di GIUSEPPE DIMICCOLI

BARLETTA - Un intervento medico di quelli che donano fiducia e speranza. Ad eseguirlo il medico barlettano Francesco Lattanzio - chirurgo in forza al «Monsignor Raffaele Dimiccoli» - precisando che: «è stato realizzato un intervento di alta specializzazione ed elevata complessità mai stato eseguito nella nostra Asl Bt».
«Si è trattato di un intervento su una donna di 70 anni affetta da neoplasia del colon sigmoideo che infiltrava l'ultima parte dell'intestino tenue e i vasi ovarici sinistri, inoltre la neoplasia aveva dato già metastasi a distanza ovvero al fegato», ha esordito Lattanzio.
E poi: «Si stima che nel 50 % dei pazienti affetti da neoplasia del colon-retto nell'arco della loro vita andranno incontro a metastasi epatiche e nel 25% dei pazienti che scoprono di avere un cancro colorettale presentano già metastasi al fegato, talvolta queste metastasi sono così numerose da non poter essere completamente asportate. La cura migliore per le metastasi del fegato è rappresentata dalla chirurgia. La chirurgia epatica è eseguita solo in centri di eccellenza per la complessità degli interventi su un organo così delicato come il fegato. Nella nostra ASL non vi è la consuetudine di eseguire interventi di chirurgia epatica; purtroppo i pazienti del nostro territorio affetti da metastasi epatiche sono così costretti a rivolgersi altrove per la cura».

Lattanzio, inoltre, ha precisato che: «La paziente presentava una neoplasia localmente avanzata del colon sigmoideo (porzione sita in corrispondenza del fianco sinistro) che aveva già invaso l'ultima parte dell'intestino tenue e posteriormente i vasi che irrorano l'ovaio sinistro (arteria e vena); inoltre la paziente presentava numerose metastasi localizzate soprattutto alla metà destra ed una ad un segmento dell'emifegato sinistro. Purtroppo se non vi è una quota di fegato sano superiore al 30-33% che dovrà residuare dopo l'asportazione del fegato coinvolto dalle metastasi si va incontro ad una insufficienza epatica nel post operatorio che causa il decesso dell'ammalato».
«Quindi, alcuni pazienti con metastasi epatiche multiple non sono candidabili ad una resezione completa anche quando vengono eseguite terapie sistemiche quali chemioterapia o locali come la chemioembolizzazione, la radiofrequenza per cui l'èquipe del Centre Hépatobiliaire del Paul Brousse di Villejiuf (Parigi) (dove io ho conseguito il master di chirurgia epatobiliare nel 2007), ha ideato una tecnica che permette di asportare le metastasi dei segmenti epatici di sinistra legando (chiudendo) il ramo destro della vena porta (vena che dall'intestino va al fegato e che lo irrora per circa il 70-75%) così da far aumentare il volume del fegato sano di sinistra tale da garantire una quota sufficiente per la sopravvivenza - ha continuato Lattanzio -. In questa paziente ho eseguito la prima fase di questa tecnica denominata "Two stage hepatectomy" ovvero ho asportato una metastasi di un segmento dell'emifegato sinistro e legato il ramo destro della vena porta che irrora l'emifegato destro così da far "ingrandire" l'emifegato sinistro dove non ci sono più metastasi per garantire una quota sufficiente di tessuto epatico dopo la resezione dei segmenti di sinistra che verrà effettuata tra non meno di 40 giorni (tempo necessario per una "ipertrofia compensatoria" (non arrivando più sangue dalla vena porta all'emifegato destro, anche se arriverà comunque una piccola quota di sangue ossigenato dall'arteria epatica che non è stata chiusa, l'emifegato destro produce così dei fattori di crescita sul fegato sinistro che aumenterà di dimensioni sfruttando la capacità del fegato di rigenerarsi).

La conclusione: «Questa tecnica di epatectomia a due stadi offre una possibilità di controllo della malattia metastatica e quindi fa aumentare la sopravvivenza e garantisce una migliore qualità di vita a questi pazienti che altrimenti sarebbero presto condannati. In definitiva alla donna è stato asportato il colon sinistro con i vasi ovarici sinistri, una parte di intestino tenue, eseguita una resezione di una metastasi dell'emifegato sinistro e chiuso il ramo destro della vena porta».

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