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Mercoledì 23 Agosto 2017 | 10:17

In cella 2 vicini clan Francavilla

Foggia, proiettili e bombe
per estorcere 30mila euro

Foggia, proiettili e bombeper estorcere 30mila euro

Due persone sono state arrestate dai Carabinieri di Foggia perchè accusate di estorsione aggravata nei confronti di un imprenditore che vende prodotti per la pulizia. In carcere sono finiti Leonarda Francavilla, 35 anni, e Antonio Salvatorio, 26. La donna, oltre ad essere moglie di Mario Lanza, è anche sorella di Antonello ed Emiliano Francavilla, personaggi di spicco dlel'omonimo clan "Sinesi-Francavilla".

Le indagini dei Carabinieri, cristallizzate dalle misure restrittive di oggi, sono partite da alcuni episodi intimidatori - dal novembre del 2015 a marzo 2016 - che hanno riguardato la famiglie Grieco, proprietaria del marcio commerciale "Proshop". Il primo risale al 12 novembre del 2015 quando il titolare dell'impresa ritrovò la sua auto, che aveva parcheggiato lungo la strada, sforacchiata da alcuni proiettili.
Pochi giorni dopo, un attentato dinamitardo aveva causato ingenti danni a un’attività commerciale del pieno centro cittadino, in via Zodiaco, che esponeva proprio il marchio Proshop, e solo in un secondo momento è risultata non riconducibile alla famiglia proprietaria del marchio.
Il collegamento tra i due attentati, evidentemente accomunati dalla finalità di intimidire i titolari del marchio Proshop, aveva fin da subito fatto capire che qualcuno stava preparando un'estorsione ai loro danni.

L’indagine, condotta con attività tecniche, interrogatori e l'attento studio di un'ingente mole di documentazione amministrativa e contabile, ha infatti portato alla luce le pressioni fatte alla Proshop, nelle persone dei suoi titolari e gestori, costretti a effettuare, in condizioni commercialmente inaccettabili, una fornitura di merce del valore di circa 30.0000 Euro a favore di una società, costituita dagli indagati solo il 21 dicembre del 2015, specializzata nella vendita al dettaglio di prodotti per la pulizia della casa e l’igiene della persona, e necessaria a riempire gli scaffali del suo unico punto vendita in previsione della sua inaugurazione.

Tale fornitura è stata infatti concessa in condizioni di assoluto favore, finanziariamente definibili "da suicidio", quali la mancata copertura economica dei titoli di credito consegnati in pagamento, il mancato rilascio di garanzie del credito, l'assenza di un contratto in forma scritta, tutte condizioni, queste, estorte con reiterate minacce, seppur implicite, ma aggravate, tra l’altro, dall'essersi gli indagati avvalsi della forza intimidatoria derivante dalla più che nota parentela con esponenti di spicco della criminalità organizzata di Foggia.

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