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Martedì 21 Novembre 2017 | 15:04

Operazione della Polizia

Rapina e sequestro in casa
avvocato Bari: arrestati in 3

Nel mirino finirono la moglie dell'avv. Navach, la figlia minorenne e la collaboratrice domestica

Bari, rapinatori in casa di avvocatoin ostaggio moglie e domesticaripulita cassaforte: 500mila euro

il luogo della rapina

BARI - Agenti della Squadra mobile della Questura di Bari hanno arrestato tre pregiudicati accusati della rapina compiuta nell’abitazione dell’avvocato barese Massimo Navach l’8 febbraio scorso. Il colpo, stando alla denuncia, fruttò un bottino di circa 500mila euro, soprattutto in gioielli.

Il pm Bruna Manganelli contesta ai tre arrestati i reati di rapina pluriaggravata, sequestro di persona e detenzione illegale di arma da sparo. Durante la rapina, infatti, tre donne (la moglie dell’avvocato, la figlia minorenne e la collaboratrice domestica) furono legate con nastro adesivo, immobilizzate e minacciate.

In carcere sono finiti il 67enne di Bari Gennaro Urbano, il 51enne di Capurso (Bari) Domenico Ottomano e il 49enne di Molfetta (Bari) Nicola Altieri, tutti con precedenti specifici per rapina. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista, è stata notificata questa mattina.

Altieri era a piede libero mentre gli altri due erano in cella da sabato perché arrestati in flagranza di reato mentre andavano a compiere un’altra rapina con le medesime modalità.

Stando alla ricostruzione fatta dagli investigatori, i tre avevano pianificato la rapina a casa dell’avvocato Navach da tempo. Materialmente l’avrebbero eseguita Ottomano e Altieri, armati con pistola e con volto travisato, mentre Ottomano li avrebbe aspettati in macchina. Alla loro identificazione si è giunti proprio grazie all’auto, una Fiat Marea usata da Urbano.

Ai presunti rapinatori soggetti legati alla criminalità organizzata avevano chiesto il 'pizzò sui proventi del colpo. Il particolare emerge dagli atti di indagine.  Della richiesta di denaro, «una quota sui guadagni illeciti legati a furti in casa e rapine» si legge nell’ordinanza, i tre parlano in macchina, intercettati dagli investigatori. «Questi vanno facendo le estorsioni ai ladri» dicono gli indagati, riferendosi ad affiliati ad un clan barese. Per pagare meno si accordano poi sull'importo del bottino, quantificando il valore della rapina in 15mila euro rispetto agli effettivi 500mila.

Nell’ordinanza di arresto, emessa dal gip Giovanni Abbattista, i tre ammettono poi di aver simulato un accento napoletano (come descritto nelle denunce delle vittime). «Se stai zitta non ti succede niente, se urli ammazzo te o tua figlia - avrebbero detto durante la rapina alle tre donne immobilizzate -. Aspettate quindici minuti prima di chiamare i soccorsi. Se non lo fai, sappi che conosco bene te e la tua famiglia, domani torno e ti ammazzo».

Dagli atti emerge anche il riferimento ad un noto ricettatore del nord barese al quale il gruppo avrebbe rivenduto la refurtiva. I tre, inoltre, stavano progettando nuovi colpi. «Sto guardando piante grosse, - dicono - sto pensando a due tre cose grosse».

Per la rapina a casa di Navach i tre avevano ottenuto la piantina dell’appartamento ben due anni prima. Sabato scorso, poi, due dei tre (Urbano e Ottomano), insieme ad altri due complici - la compagna di Ottomano, la 49enne Rosanna Barba, e il pregiudicato 26enne Gianluca Ghiadri - sono stati arrestati in flagranza mentre andavano a compiere un’altra rapina, secondo gli investigatori in una villa a Torre a Mare in cui vive un imprenditore, zio di Ghiadri.

I quattro arrestati sabato sono stati sottoposti questa mattina ad interrogatorio di convalida dal gip Sergio Di Paola e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Su questo secondo episodio le indagini sono coordinate dal pm Fabio Buquicchio.

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Commenti all'articolo

  • rossini

    29 Marzo 2017 - 12:12

    Quindi, rapinatori professionali. Gente che ha deciso di vivere depredando gli altri. Spero che gli venga inflitta una condanna non inferiore a 10 anni. Di aggravanti ce ne sono a bizzeffe. Di attenuanti nemmeno una.

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