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Sabato 18 Novembre 2017 | 03:59

Hanno 14 e 11 anni

Bari, le ragazzine fuggite
erano state sottratte ai rom

Le due erano state allontanate dall'area dello stadio, ma ora sono fuggite: volontariamente o sono state prelevate?

Bari, le ragazzini fuggiteerano state sottratte ai rom

GIOVANNI LONGO
LIA MINTRONE
A essere scomparsa non è solo la ragazzina bosniaca di 14 anni, sparita il 17 marzo scorso mentre si trovava in un supermercato di via Amendola in compagnia di una educatrice dell’istituto «Madre Arcucci». Non ha più fatto ritorno nella stessa comunità che ha sede in via Celso Ulpiani anche un’altra ragazzina 11enne di etnìa rom. La doppia sparizione è ancora più inquietante se si considera che entrambe erano state affidate alla comunità dai Servizi sociali del Comune dopo uno dei recenti blitz sollecitati dal sindaco Decaro nella zona dello stadio San Nicola. Le due minorenni, presumibilmente accampate con gli adulti nell’area tristemente nota per il traffico sessuale, erano state allontanate dal loro ambiente perché presumibilmente vittime di maltrattamenti. L’ombra dello sfruttamento per fini sessuali ha accompagnato l’opera di polizia municipale e assistenti sociali che di fatto ne avevano disposto l’accompagnamento nell’istituto «Madre Arcucci». Una dopo l’altra, viceversa, le minorenni, almeno per ora, sono tornate nell’ombra che hanno abitato fino ai riflettori accesi dalle istituzioni.
A denunciare la notizia della scomparsa della ragazzina bosniaca, come anticipato ieri dalla Gazzetta, è stato il comando della Polizia Municipale attraverso il proprio sito web. Ma al numero della Sala operativa del comando, lo 080.549.13.31, non è giunta alcuna segnalazione. A confermaro, lo stesso comandante, Nicola Marzulli. «Nessuno ci ha chiamato per denunciare qualche presunto avvistamento della ragazza o per fornirci notizie di rilievo». Ma adesso si scopre che un’altra minorenne si sarebbe allontanata dalla comunità che certo non è una prigione. Porte girevoli che, al contrario, non sono state lasciate dietro le loro spalle da altre ospiti che qui, invece, hanno avviato un loro percorso.
Abbiamo provato a sentire le suore del «Madre Arcucci» le quali, seppur con una certa ritrosia, ci hanno risposto che «la ragazza non ha fatto ritorno qui nella nostra struttura né qualcuno ci ha comunicato novità importanti». Dove sono finite dunque le ragazze? Erano d’accordo tra loro sulla fuga da mettere in atto, hanno agito in autonomia o hanno comunicato con qualche adulto all’esterno? Sono scappate volontariamente o qualcuno le ha riprese con la forza? Di entrambi i casi si sta occupando il Tribunale per i minorenni che sta seguendo da vicino la vicenda strettamente connessa all’inchiesta della Procura su un giro di sfruttamento della prostituzione minorile.
«Il fenomeno impone la nostra attenzione, lo stiamo seguendo con molta attenzione», osserva il presidente del Tribunale per i Minorenni Riccardo Greco. «Non è un problema di etnie, su questo vorrei essere chiaro - prosegue Greco -. I casi di prostituzione minorile vista come una scorciatoia per facili guadagni, purtroppo, ci sono, ma vanno al di là di etnie o nazionalità».

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