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Sabato 18 Novembre 2017 | 16:31

Scoperto «giro» di immobili

Gioia, appartamenti e B&B
in fitto a escort: indaga la Gdf

Prostitute, trans e gay utilizzerebbero locali di proprietà di insospettabili «complici»

Gioa, appartamenti e B & B in fitto a escort: indaga la Gdf

FRANCO PETRELLI

GIOIA DEL COLLE - Al momento non ci sarebbero arresti e neanche sequestri di beni. Ma la Tenenza della Guardia di Finanza di Gioia del Colle sarebbe più che convinta di avere intercettato almeno 11 case di appuntamento con ai vertici un professionista dalle molteplici attività produttive, un commerciante di abbigliamento e di pelletteria, un conosciuto imprenditore ed altri 6 personaggi, che arrotondavano con le «schiave del sesso» e un macrò di professione, tutti gioiesi. Stando alle indagini dei finanzieri il gruppo organizzava incontri in «bed and breakfast» e appartamenti del centro cittadino.
Secondo gli investigatori della Finanza il gruppo dovrebbe essere inserito in un circuito nazionale di escort e transessuali, tutte colombiane e brasiliane, mai stanziali e quasi sempre con la valigia pronta per recarsi nella città determinata e le soste non dovrebbero mai superare una settimana.

E a Gioia del Colle, in ambienti decorosi, ma anche ben arredati sono arrivate giovani donne, mai al di sopra dei 25 anni, stando a quanto si sente in giro, sofisticate, avvezze, con discrezione, ad intrattenersi e per questo particolarmente richieste. Tra i clienti ci sarebbero uomini di ogni ceto, non molto anziani e provenienti, moltissimi, da Bari, Casamassima, Triggiano e Altamura. Gli habitué pare che fossero putignanesi, mentre tanti altri clienti arrivavano da Matera e dalla provincia di Taranto. Questi frequentatori delle case di appuntamento si avvalevano dall’anonimato offerto telefonicamente o dal web, entravano in contatto con le giovani «professioniste» che regalavano uno squallido vortice del nulla dietro il pagamento di somme dai 50 ai 70 euro. Da quanto emerso, invece, per incontri di più lunga durata le tariffe aumentavano.

Secondo le Fiamme Gialle si sarebbe registrato un vorticoso giro d’affari milionario con i «bed and breakfast», in particolare, che dovrebbero risultare privi delle autorizzazioni necessarie per la ricettività extralberghiera, della zona riservata alla proprietà e della segnalazione certificata di inizio di attività. Intanto già lo scorso mese di febbraio nel centro storico, a pochi passi da piazza Plebiscito, era stato chiuso, in un’operazione della stessa Guardia di Finanza, un altro «B&B», adibito a casa «a luci rosse» ed erano stati arrestati i due tenutari, il marito gioiese e la moglie colombiana. Ma nel momento in cui quel portone è stato «sigillato» sui social si sono scatenati i commenti, a testimoniare di qualcosa che in città tanti sanno: «Scoperta l’acqua calda», «bene ora non resta che scoprire gli altri», «la goccia nel mare». Una «ondata» di dubbi, sospetti e indagini che avrebbe «consigliato» ai responsabili di questo giro di prostituzione di chiudere le altre «case del piacere». Compresi i due «B&B» del borgo antico e l’appartamento centrale. Il tutto sarebbe avvenuto qualche giorno prima un programmato blitz da parte della Guardia di Finanza. Ma i militari, oltre a conoscere i nomi dei «tenutari», a vario titolo, attinti dai reati di agevolazione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, potrebbero aver messo sotto controllo conti correnti bancari ed attività finanziarie.

Mentre prosegue incessante l’attività contro la prostituzione: infatti si starebbe estendendo agli agriturismo dove potrebbe celarsi qualche stanza nascosta utilizzata dalle prostitute.

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