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Domenica 19 Novembre 2017 | 00:05

Il delitto a luglio 2016

Omicidio Galeandro a Pulsano
arrestate altre sei persone

TARANTO -  Fu ammazzato con colpi di pistola e di kalashnikov dopo un’articolata fase organizzativa condotta "militarmente» Francesco Galeandro, pregiudicato 47enne ucciso in agguato il 22 luglio del 2016 in una stradina alla periferia di Pulsano (Taranto). E’ quanto emerso dal prosieguo delle indagini che, dopo i tre arresti (due per omicidio e uno per favoreggiamento) del settembre scorso, hanno portato oggi i carabinieri di Taranto ad eseguire nei confronti di sei persone un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Vilma Gilli su richiesta del sostituto procuratore Antonella De Luca. Quattro persone sono finite in carcere per omicidio e due ai domiciliari per favoreggiamento.

I provvedimenti restrittivi sono stati notificati a Giuliano Parisi, 36enne pregiudicato di Francavilla Fontana (Brindisi); Antonio Serafino, 73enne pregiudicato di Pulsano; Giuseppe Giacquinto, 28enne operaio di Pulsano, e Vincenzo Caldararo, 46enne pregiudicato di Crispiano (Taranto). Ai domiciliari sono stati collocati Giovanni e Andrea Rizzo, di 49 e 27 anni, padre e figlio nativi di Taviano (Lecce), il primo con precedenti penali. Parisi avrebbe fatto parte, con Vito Nicola Mandrillo (già arrestato) del 'gruppo di fuocò che portò a termine l'agguato mortale. Ma di concorso in omicidio - con premeditazione e per motivi abietti - rispondono anche Maurizio Agosta (anche lui arrestato nel settembre scorso), Giacquinto, Caldararo e Serafino. In particolare, Agosta sarebbe stato ideatore, mandante e finanziatore dell’omicidio voluto per il controllo criminale di Pulsano.

Secondo la tesi degli inquirenti, l’uomo, in concorso con gli altri, avrebbe proceduto a organizzare il delitto con sopralluoghi e summit riservati, fornendo ai killer le armi utilizzate per l’omicidio, dagli stessi detenute e trasportate. Galeandro, è la tesi degli investigatori, era diventato una 'figura scomodà nella spartizione degli affari illeciti derivanti dallo spaccio di sostanze stupefacenti a Pulsano e nei comuni limitrofi. Giovanni e Andrea Rizzo sono accusati di aver aiutato i due sicari Mandrillo e Parisi a sottrarsi alle indagini.

Nello specifico, avrebbero offerto ospitalità ai due killer, nella loro abitazione di Taviano, allo scopo di evitare accertamenti tecnici che avrebbero evidenziato le tracce di polvere da sparo. A settembre fu arrestato anche Giovanni Pernorio, quale favoreggiatore e custode delle armi. Galeandro venne assassinato con una pistola calibro 9x21 e un Kalashnikov mentre rientrava a casa a bordo della sua Smart. La vettura venne crivellata di proiettili. L’uomo cercò di sfuggire ai sicari uscendo dalla macchina e rifugiandosi in un terreno, ma fu raggiunto e finito sempre con colpi di arma da fuoco. 

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