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Incredibile ma vero:

A Casavecchia una pista
di atletica attorno a un vigneto

A Casavecchia una pista di atletica attorno a un vigneto

BARLETTA - Chissà cosa ne penserebbe Pietro Mennea, di cui in questi giorni ricorre il quarto (e già, sono volati già quattro anni) anniversario della morte prematura. Forse aggrotterebbe la fronte e le sopracciglia, stringerebbe le labbra fra l’incredulo e il perplesso e se ne uscirebbe con una delle sue salaci espressioni dialettali da tradurre più o meno così: «Sono proprio strani questi barlettani».

Già. La pista di atletica del Comunale Puttilli dove corse all’indomani della vittoria dell’oro olimpico nel 1980 a Mosca non c’è più, inghiottita dai lavori grotteschi che finora non hanno restituito neppure la fruizione dello stadio al dio pallone. In compendo, però, in consiglio comunale si è affacciato l’altra sera il progetto di un centro sportivo privato di atletica leggera in contrada Casavecchia, tra Barletta e Canosa.

La cosa che stupisce più delle altre è che al centro dell’anello sul quale si alleneranno gli atleti ci sarà un vero e proprio vigneto, come riportato nelle planimetrie allegate alla proposta di delibera, che non ha ricevuto i 17 voti sufficienti per l’approvazione: ma davvero non esistono altre aree comunali sulle quali realizzare il progetto?

«Sotto il profilo urbanistico - si legge nella relazione redatta dall’ing. Domenico Fiorella su incarico di Michele Dipace, istruttore sportivo - l’area in contrada Casavecchia rientra nelle cosiddetta zona E del Piano regolatore generale. In tale zona, è consentita la sistemazione del terreno per attività sportive che si svolgono in spazi naturali, quali il golf la corsa di orientamento, il tiro con l’arco, gli sport equestri e simili, che non modificano l’assetto agricolo del terreno, consnetendo sia la continuazione di attività di tipo agricolo suloo stesso, sia l’immediata sua rimessa a coltura. L’eventuale costruzione di club house deve rientrare nelola applicazione dell’indice di fabbricabilità residenziale della zona».

Ma, una volta attuato l’intervento, è stato chiesto nell’aula consiliare, quella superficie rimarrebbe classificata come zona agricola? Ha risposto l’ing. Vito Laricchiuta, dirigente all’Urbanistica, ma il dilemma, a vedere le facce dei consiglieri, non deve essere stato granché risolto.

[r.dal.]

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