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Tap, oggi nuova mobilitazione
polizia presidia cantiere

proteste no tap

MELENDUGNO - E’ ripresa questa mattina la mobilitazione dei cittadini che si oppongono alla realizzazione dell’approdo del gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline) a Melendugno dove da ieri sono incominciate le operazioni per l’espianto e il trasferimento degli ulivi che si trovano lungo il tracciato dell’impianto.

L’area del cantiere è presidiata da decine di uomini delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri e guardai di finanza) in tenuta anti sommossa che proteggono gli ingressi e anche le strade poderali di accesso. Sul posto ci sono decine di manifestanti che impediscono ai camion di Tap di entrare nel cantiere. Sono anche giunti a sostegno della protesta i sindaci di Melendugno, Caprarica, Vernole e Martano, e i parlamentari del M5S, De Lorenzis e Donno.

I manifestanti chiedono che non si riprenda l’attività del cantiere almeno fino a che la Regione - che oggi discuterà la questione Tap nel corso della riunione del Consiglio - non prenderà posizione rispetto alla contesa amministrativa in corso: i no tap sostengono che la multinazionale non dispone delle autorizzazioni necessarie a procedere ai lavori (tanto che il sindaco di Melendugno ha già notificato due diffide in tal senso), mentre la società sostiene il contrario. Al momento i parlamentari M5s stanno contattando i vertici di Tap per tentare un accordo sulla sospensione dei lavori.

ESPIANTO SOSPESO - Le operazioni di espianto degli ulivi nel cantiere di Melendugno dove si sta preparando il tracciato per il passaggio del gasdotto Tap sono sospese per oggi. Lo ha confermato la società i cui mezzi sono rimasti fuori del cantiere, a circa una cinquantina di metri dall’epicentro della protesta che sta bloccando gli accessi all’area. La sospensione è stata decisa per evitare che si alzi la tensione.

Per due volte le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno forzato il blocco attuato dai manifestanti a presidio della strada di accesso al cantiere. I mezzi non sono comunque riusciti a passare. Nell’area del cantiere si trovano circa 200 ulivi che devono essere espiantati e trasferiti per fare posto al tunnel entro cui passerà il gasdotto. Ieri sono già stati espiantati circa 40 alberi. 

LA CRONACA DI IERI - Ieri mattina erano iniziate le operazioni di eradicazione degli oltre 200 ulivi che si trovano in località San Basilio, a San Foca, marina di Melendugno, lungo il tracciato dove dovrebbe sorgere il microtunnel del gasdotto Tap.
Questa mattina i vigili urbani di Melendugno hanno notificato ai responsabili del cantiere una seconda diffida dal proseguire i lavori motivata dall’assenza delle previste autorizzazioni. Una trentina finora gli arbusti spiantanti e già reimpiantati in località «Masseria del capitano». 

Un gruppo di una decina di persone ha bloccato la strada di accesso e uscita al cantiere Tap, impedendo per qualche minuto il transito ai camion su cui erano stati caricati gli ulivi espiantati. Le piante, eradicate con la zolla che preserva le radici, vengono spostate in una zona di stoccaggio del cantiere, in attesa del reimpianto.
Alcuni dei manifestanti - che secondo la polizia farebbero parte di gruppi anarchici che sostengono la protesta dei 'no Tap' - sono stati presi di peso dalla polizia e spostati per liberare la strada. Alcuni hanno proseguito nella protesta e sono tornati sulla strada mettendosi dinanzi ai camion in movimento per bloccarli. Al momento, l’ultimo camion col carico di ulivi ha lasciato il cantiere la cui barriera d’ingresso è stata chiusa.

AGGREDITA TROUPE TELEVISIVA - Un cineoperatore del Tg Norba 24 è stato aggredito da un giovane manifestante mentre era in corso una diretta del telegiornale dalle campagne di Melendugno dove Tap ha cominciato le operazioni di espianto degli ulivi che si trovano lungo il tracciato del gasdotto. Il giovane, che poi è fuggito, ha dapprima aggredito verbalmente la troupe del tg e ha poi reagito agli inviti ad allontanarsi spintonando l’operatore, Roberto Riccardi, e facendolo cadere per terra insieme con la telecamera. La diretta, con il collegamento della giornalista Stefania Congedo, è stata temporaneamente interrotta ed è ripresa qualche minuto dopo. L’operatore si è rialzato e non avrebbe subito gravi danni. Le operazioni di trasferimento degli ulivi con i camion, andate avanti per tutta la mattinata, sono al momento sospese.

SINDACATO: PREFETTURA TUTELI CRONISTI - «Il Comitato di Redazione di Telenorba e l’Associazione della Stampa di Puglia - è detto in una nota - esprimono sconcerto per la violenza con cui è stata aggredita una troupe del TgNorba, inviata a Melendugno per realizzare un servizio sull'espianto degli ulivi nell’ambito dei lavori in corso sul gasdotto». «Uno dei manifestanti 'No Tap' ha pensato bene - prosegue il comunicato - di sfogare la sua rabbia contro i due colleghi impegnati nel servizio, per fortuna provocando solo danni alla telecamera. Il sindacato dei giornalisti pugliesi, nell’invitare i colleghi a proseguire il loro lavoro senza farsi condizionare dalle intimidazioni, sollecita la Prefettura e le forze dell’ordine a compiere tutti gli sforzi possibili per consentire a tutti i giornalisti di esercitare con serenità il loro lavoro: il diritto di cronaca e il diritto dei cittadini ad essere informati su ciò che accade nel loro territorio non possono essere imbavagliati dalla violenza e dalla intolleranza di pochi esagitati».

SOCIETA': ESPIANTO ULIVI CONTINUA - Tap proseguirà le attività di eradicazione degli ulivi a San Foca di Melendugno "anche nei prossimi giorni». Così la società risponde alla seconda diffida notificata oggi dal Comune di Melendugno con la quale si chiede ai responsabili del cantiere di San Basilio di non procedere all’avvio delle operazioni di espianto degli ulivi. Nonostante la diffida, l’eradicazione di circa 200 alberi è cominciata stamani tra le proteste degli appartenenti al comitato 'No Tap'. Nella zona Tap sta costruendo il tracciato del microtunnel del gasdotto.
«Da tutto il quadro normativo e autorizzativo ormai delineato e trasparente (...) è evidente - scrive Tap in risposta alla diffida - come non vi sia la volontà di danneggiare alcunché, tantomeno gli ulivi che dovranno essere reimpiantati nello stesso sito senza alcun danno all’ambiente. Le operazioni in sito si svolgono avendo prioritariamente in considerazione la salute delle piante di ulivo, nel pieno rispetto delle disposizioni fitosanitarie e di buona pratica agricola; e non sussiste alcun grave danno ambientale arrecato alle medesime». "Riteniamo, pertanto - conclude - di poter proseguire le attività anche nei prossimi giorni». 

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Commenti all'articolo

  • FSLep

    20 Marzo 2017 - 17:05

    Perchè questa feccia non viene arrestata? non è politically correct?

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