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Sabato 19 Agosto 2017 | 18:55

verso le primarie

Pd, tensioni e veleni
sul tesseramento

I sostenitori di Orlando attaccano. Mennea: io con Renzi

Pd, tensioni e veleni sul tesseramento

Rischiano di non finire mai le fibrillazioni nel Pd pugliese dopo la «battaglia» sul tesseramento per le primarie del 30 aprile. E nelle strategie di posizionamento che «renziani» ed «emiliani» stanno adottando in vista della sfida ai gazebo tra il segretario nazionale del Pd e il governatore della Puglia, spuntano veleni e accuse.

Promette di impegnarsi a viso aperto Ruggiero Mennea - smarcandosi dalla maggioranza del gruppo consiliare e del partito - per la campagna a favore di Matteo Renzi. E rivendica la sua scelta come «libera e coerente con il mio impegno e con la mia storia politica», ovvero «la tradizione cattolico-democratica». È una posizione politica, chiarisce, che ha «l'ambizione di contribuire a costruire "ponti" all'interno della comunità democratica», ma come potrà riuscirci - visto il clima - è tutto da vedere. Se, infatti, l’impegno politico non potrà che «essere incentrato sui temi e sulle problematiche che interessano, in particolar modo, la mia regione e tutti i pugliesi», come lo stesso Mennea rivendica, diventerà inevitabile misurare Emiliano - governatore e leader del Pd pugliese - sul suo operato amministrativo degli ultimi due anni. Della serie: o è «buon governo» quello di Emiliano in Puglia, sorretto dal Pd e dai consiglieri regionali, o lo è quello nazionale di Renzi, che si vuole ricandidare alla testa del partito proprio per tornare premier. Nessun problema, chiarisce Mennea, «tutte le questioni territoriali, oggi più che mai, richiedono una risposta forte e unitaria da parte di tutte le rappresentanze politiche».

Si vedrà, di certo c’è che anche i sostenitori del ministro Andrea Orlando, il terzo competitor alla leadership Dem, cominciano ad alzare la testa. E sparano ad alzo zero proprio sul renziano Mennea (responsabile del tesseramento) e su Marco Lacarra, segretario regionale del partito e, soprattutto, anche lui renziano sebbene molto vicino al governatore (che l’ha voluto alla testa del partito regionale). «In merito alla situazione tesseramento in Puglia, anche alla luce di quanto affermato dal segretario Lacarra e dal responsabile regionale del tesseramento Mennea, preme sottolineare che ad oggi risultano emersi segnali discordanti circa il corretto svolgimento di questa importante fase pre-congressuale. Quello che chiediamo - dicono dal comitato pro-Orlando, che in consiglio regionale può contare sul foggiano Paolo Campo - è chiarezza sul rispetto delle regole. Per poter essere credibili verso gli iscritti e i militanti. Il rispetto delle regole e la trasparenza interna al partito sono le precondizioni per una comunità che si vuole definire tale». Al 16 marzo, denunciano, ancora non erano state certificate le iscrizioni, così come risultano «discrepanze tra il dato delle tessere online elaborato dalla federazione provinciale e quello certificato e comunicato dal partito nazionale» sia a Bari che nella Bat. Altri casi, «almeno una dozzina, sono oggetto di attenzione delle commissioni provinciale e regionale». «È arrivato il momento di dire basta. I dirigenti dei circoli locali del Pd a Barletta e Bisceglie - attacca Lacarra replicando al «fuoco amico» incrociato che gli spiove addosso - non possono mettere in discussione le decisioni o le questioni del partito attraverso i mezzi di informazione. Sui tesseramenti ci sono giudizi dei tre organi di garanzia ai vari livelli (provinciale, regionale o nazionale) che hanno la prevalenza. Qualora si voglia metterli in discussione, invito chi di dovere a farlo nelle sedi opportune. Mi rendo conto che, in presenza di dati inoppugnabili, qualcuno cerchi di compiere l’ultimo disperato gesto. Ma sicuramente nulla cambierà se gli attacchi continueranno a essere veicolati tramite comunicati».

[b. mart.]

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