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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 12:00

tre chiedono l'abbreviato

Casa Divina Provvidenza Trani
diciotto imputati per il dissesto

In Tribunale a Trani si valuta la posizione di altri quindici imputati sulla Cdp

Casa Divina Provvidenza Tranidiciotto imputati per il dissesto

ANTONELLO NORSCIA

TRANITre dei diciotto imputati per il dissesto di Casa Divina Provvidenza hanno chiesto di esser giudicati col rito abbreviato. Dunque sarà il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trani Angela Schiralli a sentenziare sulle posizioni dell’ex consulente fiscale di CDP Antonio Damascelli (difeso dall’avvocato Michele Cianci), del rappresentante sindacale aziendale CISL Michele Perrone e dell’amministratore di Ambrosia Technologies Srl - che con la CDP ha avuto un contratto per la ristorazione dei degenti - Luciano Di Vincenzo: questi ultimi sono difesi dall’avv. Mario Malcangi.

Le tre richieste di giudizio abbreviato sono state formulate nell’udienza preliminare di ieri dove pure si sono discusse le posizioni degli altri quindici imputati per cui i pubblici ministeri Francesco Giannella e Silvia Curione hanno chiesto il rinvio a giudizio. Spazio alle difese alle udienza del 7, 14 e 21 Aprile.

Il crac (una voragine di diverse centinaia di milioni di euro di cui molti vantati da Inps e Fisco) e la presunta bancarotta avrebbero avuto molti padrini e diverse ragioni, per quello che i magistrati definirono “un vero e proprio centro di potere e clientelare”, connotato anche da presunte spese ed assunzioni inutili, che sarebbero avvenute anche in tempo di vacche magre. Ma anche: contabilità parallele e flussi di danaro veicolati altrove per sottrarli ai creditori, documentazione ritenuta falsa per render difficile la ricostruzione del patrimonio, presunte corsie preferenziali per il pagamento di alcuni fornitori e svendita del patrimonio. Nel corso delle indagini la Procura chiese ed ottenne dal gip Rossella Volpe arresti nonchè il sequestro del tesoretto di oltre 28 milioni di euro ritenuti dirottati a Casa di Procura Suore Ancelle della Divina Provvidenza: ente ecclesiastico sito a Guidonia (Roma) formalmente distinto da CDP ma ritenuto suo simulacro e cassaforte. La Guardia di Finanza bussò anche allo Ior, ottenendo collaborazione per la svolta data da Papa Francesco.

Ad Aprile 2012 l’allora procuratore della Repubblica Carlo Maria Capristo, all’esito di un filone d’indagine sul pagamento di rette/prestazioni sanitarie su cui indagava l’ex pm Ettore Cardinali, chiese il fallimento dell’opera voluta da Don Uva, sinora scongiurata solo dall’ammissione dell’ente alla procedura di amministrazione straordinaria decretata dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

Ad un cero punto delle indagini, i pubblici ministeri stralciarono alcuni filoni investigativi, trasmettendo i relativi atti per competenza territoriale alle Procure di Roma e Foggia.

Per quanto concerne il procedimento tranese, a vario titolo e a seconda delle presunte rispettive responsabilità sono contestati i reati di bancarotta (diversi gli episodi ricostruiti), di induzione indebita a dare o promettere utilità (contestata al senatore molfettese di centrodestra Antonio Azzollini ed alla storica suor Rita Cesa) e di associazione a delinquere: reato contestato alla stessa Cesa, per anni legale rappresentante di CDP; a Suor Assunta Puzzello, economa della Congregazione nonché legale rappresentante di Casa Di Procura Istituto Ancelle della Divina Provvidenza, ritenuta cassaforte dell’Ente biscegliese; all’ex direttore amministrativo della sede di Foggia di CDP nonché direttore generale Dario Rizzi; ed all’avvocato foggiano Antonio Battiante.

Nel procedimento è costituita parte civile (a mezzo dell’avv. Stefano Dardes) la Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza attualmente rappresentata dal commissario di nomina ministeriale Bartolo Cozzoli.

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