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Sabato 25 Novembre 2017 | 06:27

inquinamento

Peacelink a Ue
«Sempre più grave
la situazione a Taranto»

Ilva, dopo gli accordi  scompare Riva Fire

L'Ilva di Taranto

TARANTO - Peacelink ha scritto oggi alla Commissione Europea per aggiornarla in merito a quelle che ritiene «evidenze di gravità estrema che sono emerse a Taranto recentemente». La «prova schiacciante - osserva l’associazione ambientalista - che il rischio sanitario sia inaccettabile a Taranto viene dall’aggiornamento dello Studio Forastiere 2016, uno studio epidemiologico da cui si evince che l’esposizione alle polveri industriali produce non solo un impatto a lungo termine (tumore polmonare) ma anche un impatto immediato in quanto gli infarti avvengono, come dimostra lo studio in oggetto, negli stessi giorni in cui si verificano incrementi di polveri sottili provenienti dall’area industriale».

Nella lettera si fa riferimento anche alle analisi effettuate dal Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto, su un campione di 120 donne residenti in città e nel vicino comune di Statte, che «hanno evidenziato la presenza di naftalina nelle urine». L’associazione ambientalista richiama poi l’attenzione sui 'Wind days', ossia i giorni di vento dall’area industriale in cui «è in pericolo - sostiene Peacelink - la salute delle fasce della popolazione più fragile (bambini, anziani, cardiopatici, immunodepressi), come si evince dalle indicazioni precauzionali della Asl». Alla luce di questi dati, concludono Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Luciano Manna e Alessandro Marescotti di Peacelink, «chiediamo quali altre violazioni al diritto comunitario debbano verificarsi affinché la Commissione Europea intervenga a protezione dei cittadini di Taranto e degli operai dell’Ilva».

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