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Mercoledì 23 Agosto 2017 | 08:03

dopo il servizio tv

Gay «esorcizzato»
Il sacerdote: «io ingannato»

servizio Tv Iene

di ALBERTO NUTRICATI 

LECCE - Sta facendo discutere il caso sollevato da un servizio de Le Iene, mandato in onda domenica, nel quale un giovane salentino denuncia di essere stato sottoposto ad un esorcismo perché omosessuale.
Stefano, originario di Matino, spinto dalla famiglia, lo scorso maggio si era recato da un sacerdote di Casarano, il quale, nel corso dell’incontro, ha più volte invitato il diavolo ad allontanarsi dal giovane.
Il sacerdote, però, è convinto di essere stato raggirato. «Il servizio andato in onda - spiega - è completamente falsato ed è stato montato ad arte per perorare una tesi che nulla ha a che fare con la realtà. Sono stato ingannato e raggirato. In effetti, il ragazzo si è presentato la prima volta consigliato dalla famiglia. A conclusione del primo incontro, nel corso del quale abbiamo pregato con il consenso del giovane, ho detto al ragazzo che, qualora avesse ravvisato benefici, sarebbe potuto ritornare. È tornato la seconda volta, con un altro giovane, presentatomi come suo compagno e che aveva una telecamera nascosta, millantando di stare male e mi ha chiesto aiuto. Io l’ho accolto e ho chiesto quali disturbi avesse. Durante la preghiera ha iniziato a manifestare i sintomi propri di un disturbo spirituale, e che alla luce di quanto accaduto devo ritenere posture studiate, naturalmente non presenti nel servizio mandato in onda. Diversamente non mi sarei inoltrato nella preghiera, in assenza di sintomi legati a disturbi di natura spirituale».

Di diverso avviso Stefano.
«Vorrei che fosse chiara una cosa - dice il ragazzo - La mia denuncia a Le Iene non era rivolta contro la mia famiglia, ma contro il prete. Peraltro la mia famiglia mi aveva indirizzato verso di lui per parlare, per avere un consiglio. Neppure loro si aspettavano un comportamento del genere. È stato il prete, di sua iniziativa, a sottopormi ad un esorcismo. Il loro intento era quello di farmi riavvicinare alla Chiesa. Ovviamente, durante il rito, io non credevo a quello che diceva il sacerdote, ridevo, ma poi sono stato scosso dalle parole che ha usato. Ha detto che sarei morto a breve di una morte tragica. Dopo il servizio, però, il mio telefono non ha smesso di squillare. Ho ricevuto messaggi da tutta Italia, anche dal mio paese. Confesso che non mi aspettavo una simile attestazione di vicinanza».
Intanto, Stefano incassa la solidarietà di Arcigay Salento e Salento Pride che giudicano «assolutamente sconcertante che ancora si creda che l’orientamento sessuale o l’identità di genere possa essere una conseguenza della possessione demoniaca».

Ma è proprio questo ciò che il sacerdote contesta. «La forzatura emersa dal servizio televisivo - precisa il parroco - è il collegamento ad arte lasciato intendere tra l’esorcismo e l’omosessualità. La preghiera, invece, era motivata dalle manifestazioni di disturbi spirituali, non già dall’omosessualità. Infatti io non ho mai accolto persone in base all’orientamento sessuale, ma perché chiedono semplicemente di essere aiutate. È stato scorretto e lontano dalla verità l’avermi attribuito di aver stabilito un legame tra il disturbo e l’omosessualità. La preghiera non aveva niente a che fare con l’omosessualità, ma con quanto avevo ravvisato nel ragazzo. Per quanto riguarda il riferimento alla sessualità, le mie sono state risposte a sue specifiche domande; gli ho soltanto fatto presente che la finalità degli atti sessuali non può essere solo ludica, ma aperta alla relazione piena e responsabile. L’ho infine rassicurato che le mie raccomandazioni non erano frutto di pregiudizio, infatti avrei dato i medesimi consigli anche ad un eterosessuale».

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