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Martedì 21 Novembre 2017 | 07:15

per un batterio

Infezione in clinica Oculistica
Bari, 4 pazienti operati di nuovo
«Mio padre rischia la vista»

Infezione in clinica OculisticaBari, 4 pazienti operati di nuovo

Sala operatoria chiusa nella clinica oculistica del policlinico dopo il caso di un'infezione che ha coinvolto quattro dei 50 pazienti ricoverati lunedì scorso per un intervento di cataratta. I quattro pazienti erano rientrati nelle loro abitazioni ma dopo alcune ore hanno iniziato ad avvertire fenomeni di vario genere fino alla perdita della vista.
Dopo due giorni sono rientrati al Policlinico per una visita e per tutti e quattro si è reso necessario un nuovo ricorso alla chirurgia.
È la prima volta che un fenomeno del genere si verifica dopo 12.000 interventi fatti negli ultimi anni nel reparto senza alcun problema. La commissione «risk management» diretta dal professor Alessandro Dell’Erba ha avviato un'indagine interna per verificare l'origine dell'infezione presumibilmente causata da un batterio trasmesso dall'impianto di areazione. Di qui la chiusura della sala operatoria per consentire le operazioni di bonifica.
I quattro pazienti nel frattempo hanno recuperato la vista è sono in fase di guarigione, secondo dichiarazioni del Policlinico.

«MIO PADRE RISCHIA LA VISTA» - «Non è vero che i quattro pazienti che sono stati infettati sono stati rioperati ed ora va tutto bene. Mio padre rischia la vista». È arrabbiato Luca Mirizio, figlio di Antonio, uno dei 4 pazienti operati di cataratta e che hanno contratto un batterio durante l'operazione: «Mio padre è stato portato d'urgenza al Miulli di Acquaviva sabato ed operato immediatamente, ma con scarsi risultati visto che lunedì è nuovamente in sala operatoria. I medici che l'hanno preso in carico ci hanno detto che il rischio c'è, perché non si riesce a debellare il batterio, anzi, non si sa ancora che batterio è. Ora stanno iniettando nell'occhio di mio padre del silicone per cercare di contrastate l'azione dell'infezione». «Al Miulli abbiamo trovato un'accoglienza unica - sottolinea il sig. Mirizio -, mio padre è stato preso in carico immediatamente, seguito con attenzione, ma l'infezione era già piuttosto grave, ecco il perché di questi due interventi così ravvicinati».

Insieme al signor Mirizio all'ospedale di Acquaviva delle fonti è stato portato anche un giovane uomo di Casamassima. «Non conosco la situazione dell'altro paziente, ma ripeto, per mio padre la realtà è tutt'altro che superata, è grave, molto grave. Dopo questo secondo intervento ci hanno detto che mio padre dovrà stare ricoverato per due mesi prima di capire se l'operazione ha fatto effetto ed eventualmente essere sottoposto ad un altro intervento». «La cataratta dovrebbe essere una operazione di routine, ma per mio padre si è trasformata in una tragedia di cui ancora non si vede fine». 

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