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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 06:46

Bari

Assenteismo, pugno di ferro
l'Amtab licenzia due autisti

autobus, Amtab

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Sulla carta erano assenti giustificati in nome dei permessi della 104. La legge che consente di allontanarsi dal lavoro per accudire un parente ammalato o disabile. Ma in realtà, secondo quanto riferito dalle indagini condotte da un’agenzia di investigazioni private, erano indaffarati altrove. E non con l’assistenza. In un caso il dipendente era in un negozio gestito da un parente, nel secondo invece si allontanava di frequente per faccende private.

Pugno duro dell’Amtab di Bari che nelle scorse ore ha licenziato due autisti assenteisti. Le procedure sono scattate dopo un pedinamento durato circa tre mesi durante i quali l’azienda di trasporto locale si è avvalsa di un investigatore privato per seguire i due autisti durante le ore di permesso della 104. Il caso sta suscitando molto scalpore tra i lavoratori, sulla scia di altre vicende simili che negli ultimi due anni hanno portato al licenziamento di altri dieci dipendenti. Quasi sempre per assenteismo o per scarsa produttività. «Sì, abbiamo licenziato due lavoratori dopo un’indagine con un investigatore privato» conferma serafico il direttore generale dell’Amtab Francesco Lucibello. Proprio un anno fa, ad esempio, il severo provvedimento scattò anche nei confronti di un ausiliario della sosta, licenziato in tronco dopo numerosi appostamenti ambientali e fotografici: l’uomo invece di prestare servizio tra le auto parcheggiate sulle strisce blu e nella verifica dei grattini esposti sui parabrezza trascorreva il suo tempo nei bar e nelle agenzie di scommesse. Persino il giudice del lavoro gli ha dato poi torto rigettandone il ricorso e sostenendo nelle motivazioni dell’ordinanza che «l’abbandono del posto del lavoro è più subdolo rispetto all’ass enza, perché mentre nel caso dell’assenza il datore di lavoro viene immediatamente a conoscenza del fatto e può attrezzarsi per far fronte all’emergenza, il caso dell’abbandono, soprattutto in assenza di controllo, non consente di adottare alcuna contromisura né di perseguire il responsabile».

Ora questa nuova doccia fredda che si abbatte sulla 104, già al centro di numerose polemiche aziendali all’indomani di un accordo interno che dal 17 marzo rivede retribuzioni e integrazioni in busta paga dei permessi, tentando di disincentivare le numerose assenze che l’Amtab adesso registra tra il lunedì e il giovedì, dopo aver drasticamente ridotto (con il sistema dei buoni pasto) quelle che di solito si verificavano in passato nei fine settimana e a ridosso dei giorni festivi. Il 15 e 16 marzo la questione se accettare o meno i nuovi accordi interni, sarà al centro di un referendum aziendale chiesto da alcune sigle sindacali. Non c’è infatti ampia condivisione sulla possibilità che una parte dell’indennità di servizio ora riconosciuta anche ai permessi della 104 - che equipara in pratica il lavoratore assente giustificato a quello in servizio - sia calcolata in 2.50 euro con un buono pasto. E quindi senza i contributi previdenziali. Il referendum sarà valido se raggiungerà il 50 per cento più uno dei votanti.

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