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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 10:26

La denuncia del Sappe

Taranto,ammazzò la madre
«Con lui 12 agenti in ospedale»

Il sindacato dei poliziotti penitenziari: il 47enne dovrebbe essere in una struttura (manicomio giudiziario) che non esiste più

Anziana uccisa in casa interrogato il figlio

Foto Todaro

«Da più un mese e mezzo, dopo aver ammazzato la madre, strangolandola, invece di essere detenuto presso strutture penitenziarie che ormai non esistono più (parliamo dei manicomi giudiziari), viene piantonato nell’arco di una giornata da 12 poliziotti penitenziari presso l’ospedale di Taranto». È quanto denuncia Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria) riferendosi a Giovanni Diofano, 47enne di Taranto, arrestato il 21 gennaio scorso per aver ucciso la madre, Lucia Matarrelli, di 76 anni, nel suo appartamento di via Lago di Monticchio. L’uomo fu sottoposto a fermo e accompagnato nella cella dell’ospedale 'Moscatì poiché in evidente stato di disagio psichico.

«Sembra - sottolinea Pilagatti - che lo abbiano 'dimenticatò in ospedale non sapendo cosa farne proprio per mancanza di posti in strutture adeguate. E così ancora una volta a rimetterci è la polizia penitenziaria, già in enorme affanno a causa della grave carenza organica (circa 70 unità), che deve sobbarcarsi tale piantonamento con enorme spreco di uomini, nonostante il carcere di Taranto sia ai livelli minimi di sicurezza proprio per la carenza di personale». Il Sappe «ritiene che la persona in questione che non può nemmeno considerarsi detenuto visto che non ha mai varcato l’ingresso del carcere, debba essere al più presto trasferito - conclude Pilagatti - dall’ospedale presso un centro carcerario adeguato per trattare la patologia dello stesso».

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