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Saverio Marcone

Trani, scomparso da due anni
Forse lupara bianca: caso alla Dda

Del 43enne si sono perse le tracce nel giugno del 2015. Il fascicolo trasmesso all'Antimafia di Bari

via nazariantz

ANTONELLO NORSCIA

TRANI - E’ passato alla Procura Antimafia di Bari il fascicolo sulla scomparsa di Saverio Marcone, di cui non si hanno più notizie dal 18 giugno 2015. Non fu una scomparsa volontaria quella del 43enne tranese perchè, secondo gli inquirenti, sarebbe stato vittima della lupara bianca.

Un’ipotesi già ipotizzata dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani Giovanni Lucio Vaira che aveva la titolarità del fascicolo d’inchiesta ora passato al collega della procura distrettuale antimafia Giuseppe Maralfa. Lo stesso pubblico ministero barese che indaga sugli ultimi importanti delitti che hanno segnato Trani e che per far luce su distinti fattacci sta valutando anche le dichiarazione di alcuni personaggi della malavita locale recentemente divenuti collaboratori di giustizia.

Il fatto che il fascicolo Marcone sia passato di mano equivale a dire che la sua improvvisa e misteriosa scomparsa potrebbe avere una matrice malavitosa prettamente mafiosa. Un fatto che, dunque, non viene considerato isolato ma in un più vasto e complesso quadro dei fenomeni malavitosi.

Il passaggio di consegne dalla Procura ordinaria di Trani a quella antimafia di Bari, significherebbe anche che gli inquirenti abbiano individuato il possibile movente del verosimile regolamento di conti e dunque eventuali collegamenti con distinte vicende losche. Il fatto che gli investigatori non diffusero una foto di Marcone utile per le ricerche fu il primo chiaro segnale dell’idea fattasi da subito: inutile diffondere una foto di una persona ritenuta morta.

Nonostante le ricerche (fu comunque attivato il piano provinciale prefettizio per le persone scomparse) il supposto cadavere non è stato rinvenuto. Il ritrovamento sarebbe comunque utile perché fornirebbe elementi utili per risalire alle modalità del presunto omicidio: a cominciare dall’eventuale utilizzo di una precisa arma da fuoco.

Da quel che si sa le ultime tracce di Marcone son quelle catturate da due telecamere. La prima allocata in Via Falcone lo riprese intorno alle ore 9; la seconda, un paio d’ore dopo, in zona Capirro mentre scendeva da un’auto. Che non era la sua Lancia Y 10 rimasta parcheggiata nei pressi di un esercizio commerciale di Via Falcone. Lì dove l’immortalò la prima telecamera mentre parlava con un uomo tatuato, che gli inquirenti tranesi identificarono ed interrogarono. Ulteriore conferma che Marcone verso le 11 si trovasse a Capirro viene dai tabulati telefonici che, poco dopo il secondo avvistamento, registrarono sul suo cellulare una chiamata in entrata: la cosiddetta cella telefonica copre, per lo più, proprio la zona di Capirro. Una telefonata rimasta senza risposta, che pone forti interrogativi sulle sorti di Marcone già a quell’ora.
Marcone era noto alle Forze dell’Ordine per l’agguato subito il 9 Aprile 2008 quando una pistola calibro 7,65 lo ferì alle gambe con tre proiettili mentre un quarto colpo lo attinse ad un braccio.

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