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Sabato 25 Novembre 2017 | 00:58

«Non doveva essere lì»

Turi, uccide anziano con auto Asl
Direttore medico rischia il posto

Nei guai il dottor Labate, in servizio all'ospedale Di Venere. La difesa: ritiravo l'auto dal meccanico

Turi, uccide anziano con auto AslDirettore medico rischia il posto

BARI - Apparentemente era una notizia di cronaca locale, una delle tante tragedie della strada. Ma l’incidente che il 21 febbraio, sulla provinciale 237 da Noci a Putignano, ha provocato la morte di un anziano scooterista è ora oggetto di una commissione di inchiesta della Asl di Bari. Perché alla guida dell’auto, una lancia K 2.500 che ha travolto la Vespa 50 Special, c’era Domenico Labate, direttore medico dell’ospedale «Di Venere» di Bari. L’auto era di proprietà della Asl e, a quanto pare, non avrebbe dovuto trovarsi in quel posto.

La dinamica dell’incidente è cristallizzata in un verbale della Polstrada di Gioia del Colle che ha compiuto i rilievi sul posto. La Vespa, proveniente da una strada laterale, intorno alle prime ore del mattino del 21 febbraio è stata presa in pieno dalla «K» guidata dal 59enne medico di Noci che procedeva in direzione Putignano. La collisione non ha lasciato scampo al conducente dello scooter, sbalzato di alcuni metri e finito sull’asfalto.

Il dottor Labate è anche coordinatore dei direttori di presidio della Asl. L’auto su cui viaggiava, di proprietà dell’azienda sanitaria, non era dotata di contrassegni ed a quanto pare era in uso a Labate da diverso tempo. Ma - secondo i primi accertamenti della Asl - il veicolo non aveva motivo di trovarsi in quella zona (in territorio di Putignano), dove non erano previsti impegni istituzionali del medico. Per questo il direttore generale Vito Montanaro ha nominato una commissione di inchiesta che dovrà riferire alla Regione. «Lo abbiamo fatto immediatamente dopo l’incidente - spiega Montanaro - proprio per sgombrare il campo da ogni incertezza. Attendo a breve le conclusioni dell’inchiesta e se le spiegazioni non saranno esaustive verranno presi i provvedimenti appropriati».

Il medico - che si sarebbe giustificato sostenendo di essere andato a ritirare il veicolo da un’officina - rischia il licenziamento, ma anche una denuncia per peculato considerando pure che per l’incidente è stata aperta (atto dovuto) un’inchiesta da parte della Procura di Bari, che ha acquisito il verbale della Polstrada. «Quello delle automobili di servizio - dice Montanaro - è un settore che richiede grande sorveglianza da parte dell’azienda. Ho diramato una circolare per ribadire quali sono le regole, e per specificare che tutte le auto aziendali devono essere chiaramente identificabili: fa eccezione soltanto quella a servizio del direttore generale».
[m.s.]

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