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Gabrielli: contesto critico

S. Severo, dopo gli spari
a Polizia controlli a tappeto

Spari a San Severo Il capo della Polizia«È un fatto grave»

Se chi ha sparato l'altra sera contro i mezzi della polizia a San Severo intendeva intimidire qualcuno, ha ottenuto l’effetto opposto: le forze dell’ordine, già potenziate nei giorni scorsi dopo l’allarme lanciato dal sindaco per l’escalation di episodi criminali, stanno battendo a tappeto gli ambienti della malavita. Vengono interrogati pregiudicati, perquisite case e setacciati circoli, bar, sale giochi e tutti i posti abitualmente frequentati dalla malavita. Si cercano elementi per rintracciare l’uomo che, da solo alla guida di una utilitaria rubata, ha premuto il grilletto prima di fuggire e abbandonare l’auto. Ma si agisce anche per porre un freno all’incremento di rapine e altri delitti cresciuti a tal punto da indurre nei giorni scorsi il sindaco, Francesco Miglio, a fare lo sciopero della fame per attirare l’attenzione del governo. Dopo un incontro con il ministro dell’Interno, Marco Minniti, è stata potenziata la presenza di uomini e mezzi sul territorio e dopo l’episodio dell’altra notte, da oggi sono cominciati ad arrivare ulteriori rinforzi per carabinieri e polizia.

Le ipotesi in campo restano due: c'è la possibilità che chi ha sparato abbia reagito allo sgombero del Ghetto che ha sottratto manodopera e libertà d’azione ai caporali, oppure che si sia trattato di un atto intimidatorio contro il rafforzamento dei controlli in città. Comunque secondo gli investigatori, la situazione di San Severo - dove agiscono sia gruppi legati alla criminalità organizzata foggiana, ma anche piccola criminalità locale - è da tempo critica ma non è particolarmente peggiorata negli ultimi tempi tenuto conto che non è difficile che in città si arrivi a sparare anche per motivi banali. Indagini sono anche in corso, si è appreso, su un video dove si ascolta una conversazione tra migranti interrotta da risate mentre in lontananza si vedono le fiamme che avvolgono le baracche del Gran Ghetto di Rignano e che, nella notte tra il 2 e il 3 marzo, provocarono la morte di due giovani del Mali. «Stiamo facendo indagini», ha detto il questore di Foggia, Piernicola Silvis, interpellato dai giornalisti a questo proposito.

Di certo, «quello che è successo è un fatto molto grave - ha detto, riferendosi agli spari contro i mezzi della polizia, il capo della polizia, Franco Gabrielli - Dalle prime indagini sembra che si tratti di una persona che ha agito da sola». «Il contesto della provincia di Foggia è molto critico e l’organico è sottostimato - aggiunge Gabrielli - Stiamo lavorando per adeguarlo e la situazione è seguita con particolare attenzione anche dal Governo». Una attenzione confermata anche dal Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, che oggi è stato a Foggia per un incontro con gli studenti. «Lo Stato c'è - ha detto -

Siamo ad un momento di svolta, naturalmente bisogna andare avanti, l’azione di contrasto deve essere continua incessante e alimentata anche dal sostegno dei cittadini». «C'è stata una recrudescenza di omicidi e fatti criminosi molto gravi - ha detto ancora Roberti - e purtroppo non è la prima volta, ma lo Stato sta dispiegando tutti gli sforzi necessari per contrastare efficacemente questa realtà e i risultati credo che si vedranno tra non molto». Anche il sindaco, Francesco Miglio, si sente soddisfatto per l’attenzione che viene rivolta al territorio. «La cosa che più mi incoraggia - ha detto - è che tantissimi cittadini mi mandano messaggi, mi incontrano e mi dicono che non vogliono abbassare la testa di fronte alla criminalità, che vogliono reagire». «Noi - ha detto rivolgendosi alla cittadinanza - non dobbiamo farci intimorire da questi delinquenti, da questi balordi».

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