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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 23:43

a montalbano

Si spacciava per medico
e truffava disoccupati

Montalbano

Montalbano

MONTALBANO - Si spacciava per medico e, come tale, effettuava la visite psicoattitudinali ai candidati ad un posto di lavoro, che veniva promesso da un truffatore leccese in cambio di somme di denaro.
Chiuse le indagini preliminari, il sostituto procuratore della Repubblica del capoluogo salentino Antonio Negro ha fatto notificare il relativo avviso al 58enne montalbanese Stefano L. che, stando a quello che è emerso dalle indagini, avrebbe avuto un ruolo nella truffa organizzata da Raffaele F., 56 anni, di Veglie (Lecce), autista di pullman, in danno di giovani (e non solo) alla ricerca di un’occupazione: il fasanese rivestiva il ruolo del falso medico, a cui erano delegate le visite psicoattitudinali (che venivano effettuate presso un locale sito nella stazione ferroviaria di Bari). Tra le vittime del maxi raggiro ci sono, oltre a tanti leccesi, anche residenti a San Donaci e San Pancrazio Salentino.

L’organizzatore della truffa, che faceva leva sul bisogno di tanta gente di trovare un lavoro, fu arrestato nel febbraio del 2014. I carabinieri della stazione di Veglie e dell’aliquota operativa della compagnia di Campi Salentina (Lecce) gli tesero una trappola. Organizzarono una consegna controllata di denaro, con la collaborazione di una ragazza di Veglie che aveva subito il tentativo di truffa e denunciato l’accaduto. La ragazza riferì che l’autista le aveva prospettato la possibilità di essere assunta in un’azienda dietro il pagamento di 2mila euro. La giovane donna chiamò l’autista di bus dicendosi disponibile a versare un anticipo di 500 euro. I due si diedero appuntamento davanti ad un bar di Veglie. Al momento della consegna dei soldi i militari uscirono allo scoperto e arrestarono il presunto truffatore, che finì agli arresti domiciliari. L’uomo è già stato processato per direttissima per il singolo episodio della tentata truffa. Ha patteggiato nove mesi.

La documentazione sequestrata in casa dell’autista di pullman ha dato il via ad un’altra inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone e poi confluita in unico fascicolo d’indagine di cui si è occupato il pm Antonio Negro. Sarebbe emerso che il 56enne avrebbe avuto il compito di intercettare le vittime e di assicurare un posto di lavoro in cambio di denaro. A quel punto entrava in gioco il montalbanese che ora è indagato nelle vesti di finto medico. La truffa, infatti, prevedeva una visita psicoattitudinale presso la stazione centrale delle Ferrovie di Bari. Sarebbero emersi altri 30 casi di persone truffate.

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