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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 00:34

A Trani

Consigliera del M5S attacca
per articoli su discarica
Assostampa: diffama i cronisti

Consigliera del M5S attacca per articoli su discarica Assostampa: diffama i cronisti

BARI - «L'Associazione della Stampa di Puglia - è detto in una nota - giudica lesive della dignità di tutta la categoria dei giornalisti pugliesi le parole diffamanti utilizzate dalla consigliera M5S, Antonella Papagni, nel corso di una seduta del Consiglio comunale tenuta nelle scorse settimane a Trani».

E’ un pericoloso esercizio a danno della democrazia e del diritto di cronaca - dice il sindacato dei giornalisti - additare alla pubblica gogna i cronisti locali, tra l’altro nella più alta istituzione della città, definendo «articoli marchetta» i loro resoconti sui dati sull'inquinamento ambientale provocato dalla discarica di contrada «Puro Vecchio». Evidentemente, ogni qual volta vengono diffuse notizie scomode, una parte del ceto politico e dirigente chiamato ad amministrare nell’interesse dei cittadini, prova a scaricare sui giornalisti le responsabilità delle inefficienze. Il tutto, a quanto pare, è avvenuto nel silenzio dell’intero consiglio comunale e di chi quella seduta aveva il compito di guidare.

Pertanto, insieme ai colleghi giornalisti di Trani, l'Assostampa di Puglia - prosegue il comunicato - invita la rappresentante del Movimento 5 Stelle a prendere una posizione chiara: se ha le prove delle «marchette», si presenti in Procura e faccia denuncia dei giornalisti e degli eventuali portatori d’interesse sulla vicenda. Se invece non le ha, chieda scusa ai giornalisti, all’amministrazione pubblica e, soprattutto, ai cittadini di Trani, che meritano di essere informati sui problemi della loro città e di ottenere soluzioni legislative dal consiglio comunale che hanno eletto, non certo improvvisati "tribunali del popolo».
Spesso, dal Movimento Cinque Stelle, giungono richiami - conclude la nota - sul triste primato che caratterizza l’Italia in tema di libertà di stampa, confinata com'è al 77esimo posto della classifica mondiale. Ebbene, sono proprio casi come questi a trascinare il nostro Paese a quei livelli, tra generiche diffamazioni da parte del ceto politico o, ancora peggio, pubbliche liste di proscrizione di chi si azzarda a scrivere notizie non gradite.(

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