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Venerdì 18 Agosto 2017 | 01:06

condannato l'inps

Lavorò con l'amianto
riconosciuti a brindisino
i benefici di legge

amianto

BRINDISI - Il Tribunale di Brindisi – sezione lavoro, nella persona del giudice Francesco De Giorgi, in accoglimento del ricorso proposto dagli avvocati Gianluca Solimeo e Rocco Lamarina, ha riconosciuto ad un lavoratore impiegato nel settore della revisione e manutenzione di aerei ed elicotteri militari, negli stabilimenti di Brindisi, i benefici pensionistici per esposizione all’amianto, di cui alla legge n. 257/92. Legge che riconosce ai lavoratori esposti all’amianto (per un periodo che supera il decennio), la concessione del beneficio del pensionamento anticipato e della rivalutazione dei contributi previdenziali (applicando un coefficiente di moltiplicazione dell’1,5% previsto dalla citata legge), per l’intero periodo di avvenuta esposizione all’amianto.

È una sentenza che conferma l’impiego dell’amianto in quel settore specifico e che dà seguito a precedenti giurisprudenziali, rendendo giustizia a quei lavoratori ai quali la normativa ha riconosciuto benefici pensionistici.
Il ricorso era presentato da Gianluca Solimeo e Rocco Lamarina nell’interesse di un lavoratore addetto alla revisione e manutenzione degli aerei e degli elicotteri militari, impiegato negli stabilimenti di Brindisi, fin dal 1974. L’Inps dovrà, pertanto, procedere alla rivalutazione dei contributi previdenziali per l’intero periodo di avvenuta esposizione del lavoratore all’amianto. Il giudice, inoltre, ha condannato l’Inps al pagamento delle spese di giudizio.

Il ricorrente aveva lavorato presso questa azienda con la qualifica di operaio idraulico. Aveva presentato domanda all’Inail per il rilascio dell’attestato di riconoscimento dell’esposizione all’amianto, ai fini del beneficio della legge 257/92, ma l’Inail non aveva accolto la domanda. Da questo diniego il ricorso al giudice del lavoro.
L’Inps si costituiva in giudizio con l’avvocato F. Leone chiedendo il rigetto del ricorso.

Al contrario il giudice ha accolto in toto le motivazioni addotte dagli avvocati Lamarina e Solimeo dando ragione al lavoratore. Scrive il giudice nella sentenza: «Le ragioni dell’opzione interpretativa della Suprema Corte poggiano fondamentalmente sulle seguenti considerazioni: per un verso la rivalutazione contributiva non rappresenta una prestazione previdenziale autonoma, ma determina i contenuti del diritto alla pensione, cosicché, per “maturazione del diritto” non può che intendersi il perfezionamento del diritto al trattamento pensionistico anche sulla base del beneficio di cui all’art. 13, comma 8, d.lgs 257/1992; per altro verso nel regime precedente non era prevista una domanda amministrativa per far accertare il diritto alla rivalutazione dei contributi previdenziali per effetto di esposizione all’amianto e deve perciò ritenersi che il legislatore abbia espresso l’intento di escludere l’applicazione della nuova disciplina “anche” per coloro che comunque avessero già avviato una procedura amministrativa per l’accertamento all’esposizione all’amianto».

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