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Venerdì 24 Novembre 2017 | 06:40

nomine curiose

Bari, 8 esperti in commissione
per «i cacciatori di tartufi»

tartufi

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Otto componenti per una commissione d’esame, nominati con tanto di decreto presidenziale. Per cosa? Per il rilascio del diploma, della patente o del master di secondo livello? Ma no. Nulla di tutto questo. Semplicemente per il rilascio del tesserino di idoneità alla ricerca e raccolta dei tartufi freschi. Fosse anche solo per una bella scampagnata, per passione o semplicemente per questione di palato, magari immaginando poi una bella spolveratina del pregiatissimo tubero sul risotto appena cucinato.
Detta così sembrerebbe la trama di «Quo Vado 2?», il ritorno sul grande schermo di Gennaro Nunziante e di Checco Zalone per parlare del «posto fisso» all’italiana spulciando nei cassetti e nelle stanze dell’ufficio provinciale Caccia e Pesca. E invece no. È tutto burocraticamente reale dalle parti di via Spalato. La Provincia di Bari è morta da due anni, ma alla sua erede, la Città Metropolitana, tocca mantenere le commissioni più insolite.

Risale a qualche giorno fa la nomina del sindaco metropolitano Antonio Decaro degli otto componenti che dovranno far sostenere l’esame ai cacciatori di tartufi, così come previsto dalla legge regionale numero 8 del 2015. Basta anche avere più di 14 anni per ottenere l’ambita idoneità, valida per cinque anni e su tutto il territorio nazionale. In pratica i cacciatori baresi avranno la licenza di seguire il proprio fiuto su tutta lo Stivale, dalla Calabria sino all’ambitissimo Piemonte, meglio se ad Alba, patria dei tartufi nostrani.
La commissione, composta da esperti di diversi settori (come Carabinieri Forestali, Facoltà di Agraria ed Asl) dura in carica in tre anni con la possibilità di essere rinnovata. E percepisce solo dei rimborsi forfettari per la partecipazione alle commissioni di esame (in pratica il carburante).

Questo per i tartufi. Capitolo a parte invece meritano i cacciatori di funghi freschi. Per raccoglierli con le proprie mani in vista di una cena con amici e parenti, non è l’ente di via Spalato a dover rilasciare l’autorizzazione. In questo caso occorre rivolgersi al Comune di Bari, negli uffici Ambiente di via Marchese di Montrone, presentando l’attestato di idoneità rilasciato, previo corso, dalla Asl di appartenenza. Per il disbrigo delle pratiche servono non meno di 60 euro tra marche da bollo e diritti di segreteria. Con un versamento sul conto del Comune con l’esatta causale «Versamento per rilascio permesso di raccolta funghi epigei freschi» che può variare da 25 a 50 euro, rispettivamente per la raccolta amatoriale o professionale. Vista la spesa e gli esami da sostenere, quasi quasi conviene prima acquistare i funghi dall’ortolano di fiducia.

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