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Venerdì 24 Novembre 2017 | 08:42

altamura

Il pane Dop lievita
produzione al +18%

pane di Altamura dop

di ONOFRIO BRUNO

ALTAMURA - Aumentano i quantitativi sfornati del pane di Altamura Dop, a denominazione di origine protetta. Non cresce, invece, la base produttiva. Per il Consorzio di tutela del «re» della tavola ci sono ancora sfide da affrontare e soprattutto da vincere per dare pieno valore al marchio di origine riconosciuto dall’Unione europea.
L’anno scorso la produzione Dop ha superato le 440 tonnellate, con un aumento del 17,89 per cento rispetto al 2015 (dati della Bioagricert, l’organismo di certificazione riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole e forestali).
L’aumento è pari a oltre il 30% se si considera l’intero triennio (2014-2016) appena trascorso. Il segno più è confortante anche se le elevate percentuali non devono fare entusiasmare troppo, dal momento che i quantitativi della Dop erano molto bassi rispetto alle potenzialità, e lo sono tuttora.
Il numero di consorziati produttori non è aumentato nel triennio ed è ancora a quota otto. Una cifra bassa rispetto al numero di aziende che operano nel territorio di Altamura e degli altri Comuni della Murgia Nordoccidentale in cui è possibile produrre la Dop.

A ogni modo, per il Consorzio sono comunque dati importanti poiché questa crescita è in controtendenza rispetto a vari fattori quali il calo del consumo di pane in Italia, le truffe alimentari e le attività di concorrenza sleale (quello Dop altamurano è il pane più imitato d’Italia) che «danneggiano l’intera filiera e gli stessi consumatori», affermano gli addetti ai lavori.
Al Consorzio, del resto, sanno bene che c’è ancora molto da migliorare, puntando soprattutto a «innovativi processi di valorizzazione e sviluppo di quote di mercato».
Proprio gli altamurani, per esempio, potrebbero essere i primi consumatori del pane con il bollino. Invece, almeno al momento, la domanda locale non è tale da incidere sulla dinamica complessiva.

Era chiaro sin dal 2003, anno in cui il Consorzio ottenne il riconoscimento, che il marchio è di fondamentale importanza ma deve esprimere tutta la sua forza, altrimenti non sviluppa il suo potere commerciale.
Il lavoro da compiere riguarda l’intera filiera. Se c’è la possibilità di far crescere la produzione, devono aumentare anche gli stock di grano certificato (nelle varietà consentite dal rigido disciplinare).
Sul piano della lotta alla contraffazione, invece, si sono fatti molti progressi anche se l’indicazione «Altamura» continua a essere molto diffusa in tutta Italia, in un fenomeno oggettivamente difficile da arginare.

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