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Domenica 17 Dicembre 2017 | 08:50

inchiesta

Case popolari a Lecce
indagati Perrone e Poli

tribunale di Lecce

di GIANFRANCO LATTANTE

LECCE - C’è quasi un’intera classe di amministratori coinvolta nell’inchiesta sulle assegnazioni degli alloggi popolari. Nel lungo elenco di indagati eccellenti compaiono il sindaco Paolo Perrone, l’ex primo cittadino Adriana Poli Bortone, l’onorevole Roberto Marti, gli assessori comunali Damiano D’Autilia e Nunzia Brandi, e l’ex consigliere regionale Aldo Aloisi. Sono 46 in tutto i nomi che compaiono nella richiesta di proroga dei termini di proroga delle indagini preliminari. I reati ipotizzati sono il falso, l’abuso d’ufficio, l’omissione di atti d’ufficio e l’invasione di edifici.
La notifica del provvedimento è cominciata ieri. Una vera frana che si abbatte sulla campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco di Lecce.

L’inchiesta è quella sulle assegnazioni degli alloggi popolari. Si sospettano forzature, favoritismi, legati alle procedure relative alle case parcheggio e alle sanatorie delle abitazioni occupate abusivamente. Qualcuno sarebbe stato favorito ottenendo un’indebita attribuzione di un alloggio senza essere in possesso dei requisiti necessari.
Una questione portata anche all’attenzione della commissione parlamentare antimafia perché fra i beneficiari degli alloggi (pure loro indagati) compaiono anche soggetti ritenuti vicini agli ambienti della Sacra corona unita.

I 46 nomi rappresentano solo una parte degli indagati. Una prima fetta dell’inchiesta è stata sdoganata circa un anno fa quando uscirono allo scoperto i nomi dell’assessore al Bilancio Attilio Monosi, di quello al Traffico ed alla mobilità Luca Pasqualini, del vicepresidente del consiglio comunale Antonio Torricelli e del funzionario Pasquale Gorgoni.
Le indagini della Guardia di Finanza sono state avviate nel 2013 con sequestri di documenti nella sede dell’ex Iacp. Di recente, poi, gli investigatori hanno acquisito altra documentazione anche negli uffici del Comune di Lecce.
Da qui la necessità di disporre di altri sei mesi per la complessità della vicenda e per compiere ulteriori e più approfondite indagine.

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