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Lunedì 20 Novembre 2017 | 03:25

Domani l'interrogatorio

Prof barese con coca in valigia
Il giallo dell'amico e del «regalo»

Elisa Salatino parla di un amico di Bari, benestante, che ha insistito per regalarle il viaggio e ha provveduto alle incombenze burocratiche

Docente arrestata in Australia perquisita la sua casa a Bari

BARI «Il viaggio a Melbourne è stato il regalo di un mio amico»: lo ha detto telefonicamente, parlando con Oronzo De Leonardis, avvocato nominato dai suoi genitori, Elisa Salatino, la docente di sostegno, originaria di Fasano (Brindisi), arrestata ai controlli di dogana, nell’aeroporto internazionale di Melbourne, il 12 febbraio scorso, perché nei suoi bagagli è stata rinvenuta una confezione con all’interno ben 5 chili di cocaina. Una valigia di stupefacenti che la donna giura di non aver mai riempito.
La docente, che insegna nell’istituto superiore Guglielmo Marconi di Bari sarà sottoposta domani, per la prima volta, a interrogatorio da parte dell’autorità giudiziaria australiana. «In quella sede, alla presenza del difensore d’ufficio, - afferma l’avvocato De Leonardis - potrà esporre a sua discolpa la propria versione dei fatti».
Nel corso di una lunga conversazione telefonica con il legale nominato dalla famiglia, la docente - riferisce lo stesso avvocato - «ha ribadito con forza la propria innocenza fornendo i primi chiarimenti su quanto accaduto nei giorni precedenti alla partenza sino all’arrivo all’aeroporto di Melbourne», destinazione intrigante del viaggio «regalo».
«Elisa - racconta De Leonardis - ha spiegato che il viaggio in Australia è stato “un regalo di un amico di Bari che sta molto bene economicamente”, il quale ha insistito molto perché accettasse, desiderando che prendesse un periodo di relax in un periodo particolarmente sofferto a causa di difficili vicende personali e dopo la separazione dal marito».
Ella, inoltre, avrebbe «fornito altri dettagli, che saranno sottoposti al vaglio anche delle autorità inquirenti italiane, sul viaggio da Bari a Roma, sulle fasi immediatamente precedenti al check in, sulla partenza da Roma e sull’arrivo a Melbourne». A suo dire, è stato lo stesso uomo che le ha regalato il viaggio a provvedere a tutte le incombenze burocratiche necessarie alla partenza. «La professoressa, dunque - secondo quanto riferisce l’avvocato De Leonardis - non ha mai visto la sostanza stupefacente contenuta nel bagaglio sino a quando non le è stata mostrata dalla Polizia aeroportuale australiana e crede che “ci sia stata tutta una manovra dietro” e che la valigia sia stata sostituita o che abbiano “fatto qualcosa alla valigia”». ma l’eventuale manipolazione del bagaglio è tutta da dimostrare.
«Elisa è inevitabilmente sofferente - afferma l’avvocato De Leonardis, che assiste i familiari della donna insieme al collega, Gabriele Contini -. Tremendamente provata dall’incredibile episodio in cui è finita, ma è determinata a dimostrare la propria innocenza».

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