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Sabato 18 Novembre 2017 | 16:32

Oltre 30mila euro

Ilva, giudice civile riconosce
risarcimento a Legambiente

Il Giudice unico del Tribunale di Taranto, Antonio Pensato, ha riconosciuto a Legambiente Puglia, difesa dall’avvocato Massimo Moretti, il risarcimento dei danni nel giudizio civile intentato dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 2010 che nel processo denominato «Cokerie" condannò l’ex presidente dell’Ilva Emilio Riva (morto nel 2014) e l’ex direttore dello stabilimento siderurgico Luigi Capogrosso. L’associazione ambientalista era parte civile nel procedimento giudiziario. Il danno non patrimoniale è stato liquidato in sentenza nella somma di 30mila euro.

«Legambiente - è detto in una nota - utilizzerà il risarcimento riconosciuto per realizzare iniziative che, unite alla propria costante attività di studio, denuncia e proposta ambientalista, contribuiscano al consolidamento di una cultura ambientalista, capace di premiare lo studio e l’approfondimento delle tematiche ambientali». Questo avverrà «attraverso l'istituzione di borse di studio pluriennali - osservano l'avvocato Moretti e Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - per progetti di ricerca con l’università, o attraverso la promozione e il finanziamento di progetti e convegni di carattere nazionale e internazionale nei settori delle bonifiche, delle energie rinnovabili e della mobilità sostenibile».

La sentenza, concludono, «rappresenta un importante risultato su scala nazionale per il mondo ambientalista in materia di risarcimento in favore delle persone giuridiche perché indica chiaramente i requisiti necessari per poter ritenere provato, anche in sede civile, il danno subito dall’associazione costituitasi parte civile in seguito ai reati commessi che hanno inciso sull'ambiente».

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