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Martedì 22 Agosto 2017 | 13:12

affidato nel 2016 alla Camassambiente

Bisceglie, indagine su appalto dei rifiuti
nel mirino le assunzioni di politici locali

Indagine sull'appalto dei rifiuti  nel mirino assunzioni di politici

di Massimiliano Scagliarini

BARI - Ci sono state irregolarità nell’appalto affidato nel 2016 alla Camassambiente per la raccolta dei rifiuti? E sono state fatte pressioni per l’assunzione nella società barese di consiglieri comunali e loro parenti o - peggio - per sistemare persone vicine alla criminalità organizzata? È quanto si chiede la Procura di Trani, che ha aperto un fascicolo di inchiesta sul Comune di Bisceglie, al momento a carico di ignoti, con l’obiettivo di fare chiarezza su una vicenda esplosa nelle scorse settimane con enormi polemiche.

Il procuratore aggiunto Francesco Giannella ha avviato l’indagine dopo l’acquisizione di un articolo della «Gazzetta», del 20 gennaio, in cui si raccontava quanto accaduto a Bisceglie a seguito della revoca dell’appalto alla Camassa, che a fine dicembre era stata oggetto di una informativa antimafia da parte della Prefettura di Bari. La Procura di Trani ha affidato la delega al Nucleo di polizia tributaria di Bari, che dovrà svolgere una serie di accertamenti sia sul fronte politico che di quello amministrativo, e che ha cominciato ad ascoltare alcune persone. Non è escluso che possa essere sentito anche il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina.

La storia è nota. La Camassa, destinataria di una interdittiva antimafia per via della presenza nei suoi organici (a Bisceglie, Noicattaro e Valenzano, oltre che in Calabria) di pregiudicati e di persone ritenute vicine ai clan, ha subìto la rescissione contrattuale da parte del Comune di Bisceglie per via di irregolarità nell’avvio della raccolta differenziata. È emerso - questo il tema degli articoli della «Gazzetta» - che tra i dipendenti della Camassa c’era anche uno dei tre arrestati per il tentato omicidio del bodyguard Savino Caccavo, Nicola De Vincenzo, già a processo per fatti di droga, oltre che autore di un’aggressione al sindaco Spina, a dicembre 2014, sotto la sede comunale. È emerso anche che alle dipendenze di Camassa lavorano un consigliere comunale della maggioranza di Spina e il fratello di un altro consigliere. Ed è emerso che alcune delle persone segnalate nell’interdittiva antimafia (o loro parenti), tra cui proprio l’indagato per il tentato omicidio, avessero tentato di iscriversi al Pd di Bisceglie proprio nelle settimane in cui avvenne il passaggio di Spina con i democratici.

Spina (che non è indagato, essendo l’indagine a «modello 44») garantì di aver sempre avversato la criminalità locale: ««Sono stretto - disse alla “Gazzetta” - tra le necessità di difendermi dai clan biscegliesi e da chi mi attacca per questa vicenda».

La Procura di Trani ha comunque in corso varie altre indagini sull’attività recente del Comune di Bisceglie: riguardano in particolare l’appalto per i Photored e la vicenda del bar Helsinki. Un fascicolo conoscitivo è relativo al mancato pagamento dei canoni della piscina comunale. La Corte dei Conti, tramite la Finanza, sta invece approfondendo il tema dei debiti fuori bilancio dal 2012 al 2015: gli atti sono stati mandati alla Procura penale.

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