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Sabato 16 Dicembre 2017 | 07:53

truffa a lecce

Prosciuga i conti degli zii
complice direttore delle Poste

Ultracentenario contro le Poste«Pagatemi i miei Buoni fruttiferi»

di GIANFRANCO LATTANTE

LECCE - Depredati i conti alle Poste di una coppia di anziani pensionati. A svuotarli sarebbe stato il nipote, grazie alla complicità del direttore della filiale, che lo avrebbe aiutato a confezionare una falsa delega. Per l’uno e l’altro è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Sono accusati di falso e di furto aggravato. I destinatari del provvedimento sono Pierluigi Porpora, 61 anni, di Lecce, direttore dell’agenzia delle Poste di Santa Rosa, e Gianluca De Gennaro, 41 anni, pure lui di Lecce. Ci sono altri due indagati per la presunta falsa delega: sono i testimoni che hanno sottoscritto l’atto.

LA DENUNCIA - L’inchiesta ha preso le mosse nel luglio scorso, quando i parenti di un’anziana (morta nel novembre del 2015) si sono presentati nella stazione dei carabinieri di Cellino San Marco per segnalare strani ammanchi sui depositi della cara estinta. Dal conteggio, infatti, risultavano prelevati per poco più di ventimila euro. Soldi spariti anche dal conto del marito della defunta, ricoverato in una casa di riposo: sarebbero stati prelevati quasi 50mila euro. Le operazioni sarebbero avvenute quando gli anziani erano ricoverati.

GLI ACCERTAMENTI - Le indagini sono state affidate agli ufficiali della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura, coordinati dal dirigente Antonio De Carlo. Le verifiche sono cominciate dal vaglio delle cartelle cliniche. L’anziana aveva trascorso gli ultimi mesi di vita allettata. Era stata ricoverata anche all’ospedale Melli di San Pietro Vernotico, impossibilitata a muoversi.

IL GIALLO DELLA DELEGA - Scavando fra la documentazione alle Poste si è accertato che i prelievi sarebbero stati fatti dal nipote sulla scorta di una delega dell’anziana, firmata da due testimoni. Delega che sarebbe stata sottoscritta nei giorni in cui la donna era ricoverata. Sentito nel corso delle indagini, il direttore avrebbe riferito di essersi occupato personalmente della pratica, andando in ospedale insieme con il nipote e i testimoni. Con i gesti e annuendo l’anziana gli avrebbe fatto intendere che autorizzava la delega. Sul manuale dei libretti nominativi, però, è indicata una prassi diversa. Per il rilascio di una delega, infatti, è necessaria la presenza all’interno dell’ufficio postale dell’intestatario, che deve avere piena capacità di agire e, qualora fosse impossibilitato, occorre una autorizzazione del giudice. Il sospetto è che le procedure abbiano subito una forzatura. Da qui le contestazioni ipotizzate dal sostituto procuratore Giovanni Gagliotta. Quella di falso perché direttore e il nipote dell’anziana avrebbero confezionato una delega completamente fasulla. E secondo gli investigatori, la trasferta nell’ospedale di San Pietro Vernotico non ci sarebbe mai stata. E poi c’è l’accusa di furto per i prelievi effettuati dall’11 febbraio 2015 fino al primo marzo 2016.
I due indagati sono difesi dall’avvocato Carlo Sariconi.

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