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Venerdì 20 Aprile 2018 | 14:26

Emiliano: le nostre richieste

Xylella, l'accordo con la Ue
in 5 punti per salvare gli ulivi

Xylella, l'accordo con la Uein 5 punti per salvare gli ulivi

MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - «Abbiamo presentato a Bruxelles un documento in cinque punti per chiedere la modifica della decisione in vigore sulla Xylella, con l’obiettivo di capitalizzare il dialogo proficuo che c’è stato negli ultimi due mesi». Michele Emiliano parla di «una fase nuova» nei rapporti con l’Unione Europea per la gestione della batteriosi degli ulivi. Dopo due mesi di colloqui serrati, il presidente della Regione dà atto «di una significativa disponibilità della parte politica europea a prendere in considerazione le nostre posizioni», pur a fronte di «alcune resistenze da parte dell’apparato tecnico che contiamo di vincere attraverso le evidenze scientifiche di cui disponiamo e di cui disporremo nell’immediato futuro». Lunedì il presidente della Regione vedrà a Bari il commissario all’Agricoltura, Phil Hogan (parteciperà a un convegno allo Iam di Valenzano) poi a marzo farà visita il commissario alla Salute, Vytenis Andriukaitis. E nel frattempo Emiliano annuncia il rinvio dell’approvazione del disegno di legge sulla Xylella: «Un ulteriore segnale di buona volontà e della necessità di individuare una soluzione condivisa al problema».

La Regione si è finora opposta agli abbattimenti, provocando frizioni con l’Europa. Poi ha avviato un negoziato sia in sede tecnica che politica. Cosa avete chiesto nel documento mandato a Bruxelles?
«La posizione della Puglia si può riassumere in cinque punti. Chiediamo innanzitutto l’eliminazione del divieto di impianto dell'ulivo nell'area infetta per le varietà maggiormente tolleranti. Poi l’eliminazione delle restrizioni alla movimentazione della vite: gli scienziati hanno dimostrato che non viene attaccata dal Codiro. Ancora, la deroga all'estirpazione degli olivi secolari non infetti che si trovano nei 100 metri da una pianta infetta, quindi l’eliminazione della zona rossa di 200 metri attorno ai vivai, per consentire ai vivaisti di continuare a lavorare serenamente. Infine, chiediamo che la Ue ci supporti finanziariamente nelle azioni di monitoraggio e analisi e nelle compensazioni per agricoltori e vivaisti, anche andando oltre a quanto la Regione chiederà come cofinanziamento nel Dossier di solidarietà 2017. Vorremmo che vengano finanziate ricerche ulteriori rispetto a quelle in corso: non rinunciamo all'idea del laboratorio a cielo aperto, anche perché i benefici di queste attività di ricerca potranno essere utili non solo all’Italia, ma anche agli altri Stati europei in cui è presente la Xylella».

State insomma chiedendo che Bruxelles torni sui suoi passi, dopo aver già ammorbidito a fine 2016 le misure di contenimento. Ritiene che sia un risultato possibile?
«Non abbiamo fatto altro che fornire alla Commissione dati e argomentazioni, anche scientifiche, a supporto delle proposte di modifica della decisione europea in vigore. Dalla parte politica abbiamo colto segnali di significativa disponibilità verso le nostre posizioni, sia rispetto al diritto di reimpianto sia sugli altri punti. Ci sono ancora alcune resistenze dell’apparato tecnico, che contiamo di concinvere attraverso le evidenze scientifiche di cui disponiamo e di cui disporremo nell’immediato futuro. Speriamo che questo dialogo, finora proficuo, possa portare frutti. Sui cinque punti del nostro documento vogliamo lavorare insieme a tutto il mondo agricolo e a chi è in grado di affiancarci nelle diverse sedi istituzionali. Speriamo di poter dare, al più presto, notizie positive agli agricoltori, ai vivaisti e all'intera comunità pugliese».

La Regione è accusata da più parti di non aver fatto abbastanza in questi mesi per contrastare l’infezione. Qual è lo stato dell’arte?
«Le attività di monitoraggio e contrasto sono partite ormai da tempo. Abbiamo mappato il territorio da nord sud, cioè dalla zona cuscinetto verso la zona di contenimento, con metodi innovativi, talvolta anche andando oltre alle prescrizioni minime indicate dall’Europa. Sono state svolte attività di lotta all'insetto vettore, la sputacchina, e ci sono costanti controlli sulla movimentazioni delle piante ospiti a cura del Corpo forestale. Abbiamo finanziato con 3 milioni vari progetti di ricerca e sperimentazione: tutte azioni che sia gli ispettori europei, sia la Commissione, hanno ripetutamente apprezzato».

Oltre al problema economico, c’è un problema di forse più profondo. Gli ulivi secolari sono un pezzo del paesaggio pugliese. Come pensate di tutelarlo?
«A Bruxelles abbiamo chiesto di accelerare sia sulla tutela del paesaggio, sia sul ripristino del potenziale economico delle aree danneggiate dalla presenza di Xylella».

Dunque il disegno di legge sulla Xylella, che il Consiglio regionale aveva calendarizzato per martedì, non andrà in discussione. Perché?
«I disegno di legge contiene come noto misure di contrasto e gestione dell’infezione. Abbiamo deciso di rinviarlo in attesa degli incontri con il commissario Hogan e il commissario Andriukaitis. È un ulteriore segnale di buona volontà, perché è necessario individuare una soluzione condivisa al problema».

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