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Martedì 22 Maggio 2018 | 08:27

ambiente

«La puzza a Modugno
non è dalla Tersan»

tersan puglia

di VALENTINO SGARAMELLA

MODUGNO - «Non posso che esprimere soddisfazione per il fatto che il sindaco di Modugno, pur in mancanza di preliminari e doverose scuse alla mia azienda, sia passato dalle accuse di disastro ambientale, difendendo le erronee valutazioni di Arpa Puglia, dimostratesi fallaci all’attento esame dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - n .d.r.), a più miti suggerimenti. Perché ha creato allarme dicendo che i bambini non potevano respirare più?».
Parla l’amministratore unico di Tersan Puglia, Silvestro Delle Foglie, dopo che il Tar ha disposto il controllo delle emissioni con un sistema di controllo olfattivo sperimentale (Odortel) basato sull’opera di persone «annusatori volontari» .
Tersan raccoglie la frazione organica dei rifiuti urbani da 40 Comuni della provincia di Bari. Questa frazione umida viene trasformata in sostanze fertilizzanti attraverso un complesso processo industriale. Il compost prodotto a Modugno viene poi trattato da altre imprese che lo raffinano, ed immesso poi sul mercato agricolo. Tersan viene concepita nel 1970 ma è operativa dal 1974. All’inizio, quando ancora nessuno parla di leggi in materie di rifiuti, si occupa di trasformare in fertilizzanti solo scarti in agricoltura, di lavorazione delle conserve alimentari, sanse esauste e vinacce esauste. Oggi, è un impresa che lavora a livelli internazionali.

Il Tar Puglia ha accolto il ricorso di Tersan che aveva impugnato i limiti imposti dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) risalenti all’agosto 2015. Il Tar ha stabilito che l’azienda non ha mai oltrepassato le 2000 unità odorimetriche nell’emissione di fumi. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha verificato, dopo una richiesta del magistrato, che le emissioni sono assolutamente nella norma. Ispra si è avvalsa di rilevazioni di Arpa Piemonte ed Arpa Emilia-Romagna che hanno smentito quanto rilevato da Arpa Puglia, determinando così le decisioni del Tar.

Dunque, i suoi impianti non emettono fumi con cattivi odori?
«Fino a due o tre anni fa, c’erano effettivamente dei fastidi che purtroppo arrecavamo al vicinato. Nessuno, però, ha mai prodotto sostanze tossiche o nocive per la salute degli abitanti, tutto si limitava a cattivi odori derivanti dalla fermentazione dei rifiuti organici. All’epoca, non mi rilasciavano le autorizzazioni per attuare un’innovazione degli impianti industriali con l’introduzione di nuova tecnologia. Dopo 15 anni con un investimento di 10 milioni di euro, sono scomparsi i cattivi odori. Ispra ha effettuato sopralluoghi nei nostri impianti redigendo una eccellente relazione che è stata consegnata al Tar Puglia».

Lei è indignato perché si sente criminalizzato?
«Tempo fa, pregai il sindaco di Modugno di ricercare quali fossero le fonti odorigene a Modugno e indicai anche nomi e cognomi delle imprese. Non è stata fatta alcuna ricerca. Quindi, qualunque odore si avvertisse a Modugno la responsabilità era di Tersan Puglia. Non è vero. Non si può amministrare una città gettandola nel panico. Non si può fare demagogia per catturare qualche consenso. Si raccoglie solo la benevolenza di qualche sprovveduto. Il sindaco è andato su Rai 3 a dire che a Modugno non si può resistere con questo pessimo odore e che i bambini non possono più uscire di casa e non respirano. Si parlava di disastro ambientale perché le analisi di Arpa Puglia confortavano questa tesi».

Lei pensa vi sia una certa diffidenza, se non una cultura anti-industriale specie nei confronti di imprese come la sua che si occupano di smaltimento dei rifiuti organici?
«C’è prevenzione. La gente dice ciò che le fanno dire. I capipopolo esistono ovunque. Il vizio è contestare un impianto industriale a prescindere, di qualunque tipo sia. Gli impianti di compostaggio sono contestati da chi fa il capopopolo. Noi abbiamo accontentato il sindaco di Modugno da 2 anni circa l’emissione di cattivi odori. I capipopolo, tuttavia, istigano perché non vogliono che si trattino i rifiuti in casa loro».

Chi sono i capipopolo a Modugno?
«È stato il capriccio di pochi che sono andati a protestare dal sindaco che doveva dimostrare la sua forza. Ci ha trattato come tutti vedono con le conseguenze che conosciamo».

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Commenti all'articolo

  • MicioGatto

    24 Marzo 2017 - 23:11

    Questo terribile miasma non è solo un problema dei modugnesi, questo terribile miasma grazie al maestrale arriva fino a Noicattaro e sicuramente raggiunge Mola di Bari, Polignano, forse anche Monopoli. E nessuno che ne parla seriamente, nessuno dice niente. Una puzza terribile che neanche nei cessi dei peggiori bar di Caracas si può avere l'onore di percepire. Fate qualcosa merde!

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