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Martedì 22 Agosto 2017 | 15:01

rischia l'ergastolo

Australia, prof pugliese
trovata con 5 chili di coca

controlli aeroporti

di DONATELLA LOPEZ

BARI - Capita che una docente chieda un permesso e abbia bisogno di assentarsi dalla scuola per qualche giorno, ma che l’allontanamento da Bari fosse finalizzato a trasferire cocaina in Australia è una novità assoluta.
Elisa Salatino, 39 anni, originaria di Montalbano di Fasano, insegnava all’istituto Marconi di Bari. Da poco era passata a fare parte dei docenti di sostegno dei corsi serali. Qualcuno riferisce che stesse attraversando un periodo difficile, ma non è chiaro se legato a questioni personali o economiche, e che il permesso le servisse per andare a trovare un parente malato.
Domenica in aeroporto, a Melbourne, il suo bagaglio è stato passato allo scanner, poi sembra che la donna sia stata chiamata in disparte per aprire la valigia: all’interno era stato ricavato un doppio fondo di compensato. La polizia locale ha trovato 5 kg di cocaina, del valore stimato in 770mila euro, suddivisi in vari pacchetti.

La docente è stata arrestata dalla polizia federale ed è già stata sottoposta al giudizio del tribunale di primo grado, la Magistrates Court di Melbourne. Elisa Salatino ora è quindi accusata d’importazione e possesso «di una quantità commerciale di droga soggetta a controllo di confine», reato che potrebbe comportare il carcere a vita. È stata rinviata a giudizio con udienza fissata il 22 maggio.
A notare per primi la sua assenza da Bari sono stati gli studenti della classe del serale dove l’insegnante di sostegno avrebbe dovuto presentarsi mercoledì. Di ieri mattina, poi, il tentativo della segreteria dell’istituto di rintracciarla chiamando le sue due utenze telefoniche ancora attive. Ma dall’altro capo dei cellulari non ha risposto nessuno.
Certo stupisce che la docente abbia affrontato un viaggio così lungo e che solo in Australia si siano accorti del carico di cocaina che aveva con sé. L’aveva in valigia già alla partenza da Bari? C’è un canale attivo di corrieri insospettabili tra la Puglia e l’Australia? Gli è stata consegnata a Roma? Qualcuno le ha manomesso la valigia in qualche aeroporto in cui ha fatto scalo? Hanno favorito il suo arresto per distrarre la polizia australiana da altri affari illeciti? Le domande sono tante vista l’eccezionalità della notizia.

Basita, dal canto suo, anche la dirigente dell’istituto, Anna Grazia De Marzo. Con lei abbiamo potuto ricostruire che la Salatino, nella scorsa settimana, aveva chiesto due giorni di permesso: lunedì e martedì. Permesso accordatole prima della pausa del sabato; il Marconi ha adottato la settimana corta. «Non so davvero come commentare - dice la dirigente raggiunta per telefono - perché non ho avuto alcuna comunicazione ufficiale da questura, prefettura o dal ministero degli Esteri».
E così ora, tra l’altro, si pone il problema di come inquadrare l’assenza da scuola della docente. Una situazione che dovrà essere congelata finché la Farnesina, interpellata dalla dirigente, ufficializzerà la notizia dell’arresto.

Sul fronte investigativo, invece, va chiarito come un’insegnante di sostegno possa trasformarsi in un corriere della droga, a chi avrebbe dovuto consegnare il carico di cocaina e a chi il corrispettivo in danaro di ritorno dall’Australia. Soprattutto chi l’ha avvicinata proponendole l’affare o chi l’ha messa nei guai. Un’indagine in cui è stata già coinvolta la Squadra Mobile di Bari, diretta da Annino Gargano, che ha già avviato controlli sugli ultimi spostamenti dell’insegnante e sul suo piano di volo. Inverosimile che possa essersi aperto un canale della droga tra la Puglia e l’Australia. Sarebbe una primizia.

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