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Lunedì 21 Agosto 2017 | 10:29

politica

Emiliano: Renzi ha chiamato
spero sia utile per le decisioni
E trattano per evitare scissione

Emiliano e Renzi

ROMA - Un vera e propria corsa contro il tempo quella messa in atto tra le varie 'animè del partito democratico per evitare che domenica l’assemblea si chiuda con una scissione. Un impegno da cui Matteo Renzi non intende tirarsi indietro. E così dopo l’intervista-appello all’unità sul Corriere della Sera e dopo giorni di contatti ridotti al lumicino, il leader del Pd alza il telefono e chiama uno dei 'rivalì, Michele Emiliano. Un colloquio (Emiliano sul profilo Facebook scrive: «Matteo Renzi mi ha chiamato e abbiamo parlato. Spero che il nostro confronto sia utile alle sue prossime decisioni») che arriva dopo l'ennesimo affondo del governatore della Puglia proprio contro il segretario Dem, paragonato a Napoleone che si appresta ad "andare incontro a delle Waterloo». Ma soprattutto la decisione di Renzi di intavolare una trattativa con il 'nemicò sembra andare incontro al contenuto del fuorionda che vede protagonista Graziano Delrio. Conversando con Michele Meta,il ministro dei Trasporti punta il dito contro il leader del Pd, reo, di non parlare con nessuno: «Come c...fai a non fare una telefonata in una situazione del genere?».

Una presa di posizione che lo stesso titolare delle Infrastrutture però si appresta a chiarire spiegando che l'intervista fatta da Renzi «è molto importante» e che il segretario, in realtà, «ha fatto più di una telefonata».

Se Delrio rivendica il fatto di essere impegnato in prima persona nel ruolo di pontiere per evitare la frattura, lo stesso si può dire del ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, da giorni al centro di una serie di trattative con le varie 'animè Dem. E nella giornata degli appelli si fa sentire anche l’ultimo segretario dei Ds, Piero Fassino, che in una lettera all’Huffington Post dal titolo «fermatevi anche voi" si rivolge direttamente a Bersani: «Insieme - scrive l’ex sindaco di Torino - abbiamo concorso con Romano Prodi a creare l'Ulivo. Insieme abbiamo guidato i Ds a fondare il Partito Democratico. Vi sono dunque buone ragioni perchè noi si agisca per evitare scelte da cui nè l’Italia, nè il Pd trarrebbero beneficio».

Nel ruolo di 'pontierè anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando dato in questi giorni come possibile sfidante di Renzi alla segreteria del partito: «La scissione nel Pd sarebbe una prospettiva sciagurata contro la quale personalmente lavorerò fino all’ultimo minuto utile». Il Guardasigilli fa inoltre sapere che al termine della riunione del Consiglio dei ministri si è intrattenuto con alcuni colleghi proprio a discutere del futuro del Pd: «Quando si inizia una strada di divisione si capisce solo una parte delle conseguenze che poi si determinano in un lungo periodo».

Le ultime speranze insomma sembrano appese al dialogo che il leader Dem ha deciso di aprire con il presidente della Puglia che avrebbe chiesto nuovamente di spostare ad autunno il congresso. Ricucire lo strappo però appare complicato e lo dimostrano le diverse interpretazioni che vengono date all’appello del leader democratico: «Non è un’intervista che può sciogliere il nodo. Ci vuole umilità», osserva Gianni Cuperlo nel corso di un videoforum su Repubblica «Nessuno - sottolinea ancora - può avere un livello di autostima tale da anteporre se stesso a un’esperienza politica». Non cambiano linea nemmeno i bersaniani che domenica hanno assicurato la loro presenza all’assemblea. A prendere posizione ci pensa Miquel Gotor che mette la parola «fine» al tempo degli «appelli e delle petizioni d’affetto». La richiesta resta quella di tenere conferenza programmatica in primavera, aprire la fase congressuale a giugno per chiuderla in autunno e nel frattempo "sostenere lealmente il governo a guida Pd fino alla fine della legislatura».

Contro la scissione arriva infine la presa di posizione di Giuliano Pisapia, che fa un «auspicio da non iscritto": a suo giudizio bisogna «evitare una scissione» nel Pd, che sarebbe "non solo un peccato, non solo una sconfitta, ma una sciagura per il Paese».

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Commenti all'articolo

  • dinox

    17 Febbraio 2017 - 20:08

    non ti fidare le sue sono solo bugie, se il suo treno è partito, si fermerà alla prima stazione,tu continua a camminare

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