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Non solo appalti «pilotati»
assunzioni per amici e parenti

Accanto a mazzette e gare spuntano manovre sui posti di lavoro all'Eipli

Non solo appalti «pilotati» assunzioni per amici e parenti

di Massimo Brancati

Non solo appalti «pilotati» e mazzette ma anche un sistema per favorire amici e parenti nelle assunzioni all’Eipli. Il terremoto giudiziario che ha coinvolto l’Ente Irrigazione, con undici ordinanze di custodia cautelare e diciassette indagati (in realtà le persone coinvolte sarebbero molte di più), si sviluppa anche sul fronte occupazionale. A partire dal rapporto che legava il funzionario Eipli Giuliano Cerverizzo, il fulcro dell’inchiesta, e l’imprenditore parmense Doriano Pacchiosi, che attualmente si trova all’estero per ragioni di lavoro, accusato di aver versato tangenti a Cerverizzo e per questo colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere (la sua, sostengono gli investigatori, non è una fuga, ma un viaggio già programmato da tempo). In altre parole, presto rientrerà in Italia per mettersi a disposizione della Procura di Potenza.

Il rapporto tra i due - scrive nell’ordinanza il gip Luigi Spina - risale nel tempo. La moglie di Cerverizzo, Marianna Moliterni risulta essere stata dipendente della società di Pacchiosi dall’1 dicembre ‘98 al 9 febbraio 2001, «circostanza che - sostiene il gip - appare ancor più significativa se si pensa che tale rapporto di lavoro veniva costituito, di fatto, in costanza della gravidanza della donna».

Ma veniamo all’accusa di favoritismi nelle assunzioni. I primi spunti di questo filone d’indagine emergono da un’intercettazione del 6 ottobre 2015 quando Giuliano Cerverizzo e Gerardo Palazzo, collaboratore esterno dell’Eipli, a bordo dell'auto di Cerverizzo, parlano dell'assunzione di Roselli nella società Pacchiosi, «avvenuta - scrive il gip - su richiesta del commissario Lerario a cui si era rivolto l’allora vescovo di Potenza, Agostino Superbo. Subito dopo Cerverizzo invita Palazzo (che, come dicevamo, non era assunto alle dirette dipendenze dell’Eipli) ad adoperarsi affinchè il commissario Io agevolasse nella prospettiva di un'eventuale assunzione. Anche il cognato di Cerverizzo, Rocco Moliterni, era in quei giorni particolarmente interessato ad un'assunzione all’Ente Irrigazione. In un’altra conversazione intercettata Cerverizzo e Palazzo si riferiscono all’iscrizione di Moliterni nella lista dei «turnisti impianti distribuzione dell'acqua» presso l'Ufficio per l'impiego, funzionale ad una successiva assunzione. In una nuova intercettazione Cerverizzo esorta il cognato ad informarsi della circostanza presso il locale ufficio per l'impiego.

L'iscrizione nella lista - scrive il gip - era evidentemente la condizione necessaria per poter essere assunti all'Eipli, come emerge pure dalla successiva conversazione telefonica intervenuta tra Cerverizzo e la moglie Marianna. Dietro le continue e pressanti richieste della moglie («ehi, no... no, come gli hai detto a mio fratello, che se non è nella lista, non gli puoi fare niente, come gli hai detto a mio fratello?... (...)... e beh e vedi come devi fare per farlo mettere nella lista... lui non sa che deve fare»), Cerverizzo afferma che per fare assumere il fratello presso l'Eipli doveva farlo necessariamente iscrivere in una «lista»: «E sì, statti tranquilla, ora... statti tranquilla! Che cazzo dici ora? Che c'entri, ora? ...(...)... deve iscriversi nella lista se no non lo possono prendere...(...)... e deve andare lì a vedere perché non sta nella lista, gliel'ho già spiegato!». Pur non essendo dipendente dell’Eipli (a testimonianza che Cerverizzo gli affidasse spesso diverse incombenze d’ufficio) Gerardo Palazzo predispone gli avvisi pubblici di selezione di personale. In un’intercettazione Cerverizzo confida a Palazzo (anch’egli interessato alla selezione) che avrebbe provveduto a fornire i test di valutazione a lui e al cognato: «È buono che devo fare io i quiz, devo fare... preparare i test, hai capito, (ride). Devo preparare i test, così tu e Rocco pigliate il cento per cento. Che gli altri... se li devono studiare i test, non ci posso...(...)».

Altro contenuto utile per comprendere quanto Cerverizzo si stesse attivando per creare i presupposti necessari per assicurare non solo al proprio cognato ma anche a Palazzo la probabile futura assunzione all’Eipli emerge da un’altra conversazione intercettata in cui Cerverizzo e Palazzo fanno riferimento al fatto che per la procedura di selezione era stato previsto tra i requisiti, pena di esclusione, l'iscrizione al Collegio dei geometri. Nel corso della conversazione sopra richiamata, Cerverizzo riferisce a Palazzo che stava per essere pubblicato anche l'altro avviso: «Gerardo! Vedi che... è uscito anche, adesso fa pubblicare pure l'avviso, un avviso... (...)...perchè prima era... era solo per ingegneri, lui adesso ha messo ingegneri, geometra, avvocati, tutte le professioni, quindi... a te ti conviene fare... (...)... eh... anche perché io ho visto che, in effetti, è solo il curriculum che va gua... che va valutato, però bisogna vedere se l'iscrizione è all'ordine, all'albo, al collegio...».; Palazzo osserva: «Eh... ma io no sono iscritto!»; Cerverizzo lo rassicura a sul punto: «E vabbe... ma ti devi iscrivere, eh... sei fesso a non farlo!».

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