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Lunedì 20 Novembre 2017 | 16:39

Coppa italia di Basket

Enel Brindisi
scatta l'ora
delle Final Eight

Parteciperà per la quarta volta nell'ultimo lustro

Enel Brindisi scatta l'ora delle Final Eight

di Franco De Simone

BRINDISI - La partecipazione alle Final Eight, valide per la conquista della Coppa Italia di pallacanestro maschile, nell’ultimo lustro, è sinonimo, per Brindisi di presenza per la quarta volta.

È questo un appuntamento che inorgoglisce innanzitutto il presidente della New Basket Brindisi, Fernando Marino.

«Per me essere presidente di una delle otto squadre che da domani saranno presenti alla kermesse sportiva riminese è sinonimo di grandissima soddisfazione. La leggo come il premio che questa società sportiva ha conquistato, meritatamente, con il lavoro continuo di tutte le sue componenti. Se volgo lo sguardo indietro vedo la strada che abbiamo percorso, vedo da dove siamo partiti e dove oggi siamo giunti. Siamo nell’Olimpo del basket italiano e questo è bellissimo, per Brindisi».

La partecipazione alle Final Eight, dal punto di vista sportivo, cosa rappresentano per la squadra?

«È un ottimo risultato, allo stesso tempo, però, sappiamo bene che, domani, saremo chiamati ad armarci di picozza perchè saremo chiamati a scalare l’Everest, a confrontarci con l’Olimpia Milano, la squadra più forte in Italia e fra le migliori anche in Europa».

È alla guida di una società sportiva la cui squadra, nonostante le varie vicissitudini attraversate, continua ad essere fra le più apprezzate in Italia.

«È vero, ma ho un grossissimo rammarico: non averla vista giocare con la continuità che sognavo con Kris Joseph in campo. Il che è stato un grosso freno per noi. L’altro rammarico è per non aver visto, dopo la bellissima vittoria su Caserta, la stessa attenzione, concentrazione e determinazione agonistica, nel corso delle gare successive. Oltre ad una difesa che ho rivisto contro Varese. Se avessimo giocato sempre con la stessa intensità difensiva oggi la nostra classifica sarebbe stata diversa».

Qual è il “neo” della sua squadra che avrebbe volentieri eliminato?

«Infortuni a parte, ciò che mi ha amareggiato è il non essere cresciuti nei rimbalzi (difensivi e in attacco). Ma ho visto che lo staff tecnico sta lavorando tanto anche per migliorare in questo campo».

Il fatto di cui si parla è il «matrimonio» con Enel. È proprio finito?

«Assolutamente no. È un discorso che si sta affrontando, anche se non nascondo che è un momento di turbolenza che, con la buona volontà di tutti, supereremo. D’altronde, non è forse vero che l’ultimo utile dell’azienda elettrica è stato di quindici miliardi di euro? Non sono affatto presuntuoso se affermo che un po’ di prestigio Enel lo deve anche alla società sportiva alla quale ha legato il suo marchio. Che la New Basket ha onorato».

Domani Brindisi, nel palasport di Rimini si presenterà con una divisa diversa, di colore verde.

«Tanto per il semplice fatto che Enel non s’è detta interessata alle Final Eight di Coppa Italia. Ci siamo guardati attorno ed abbiamo deciso, di comune accordo, di promuovere un’azienda del territorio (Cantine Due Palme), quella diretta da un amico i cui interessi commerciali guardano al mercato italiano, allargandosi sino al mercato globale».

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